Che cosa vedere a Milano in un giorno: itinerario insolito tra street art, architettura e dimore storiche

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In una bella domenica di inizio marzo sono tornata a Milano con un’amica per una giornata col naso all’insù a scoprire alcuni luoghi insoliti di questa bellissima città: architettura contemporanea, street art, dimore storiche… un itinerario di un giorno che vi stupirà.

Vi avevo già raccontato 6 ottimi motivi per visitare Milano, una città un po’ sottovalutata e chiusa nel suo ruolo di capitale della moda e del buisness. Dopo l’Expo Milano ha vissuto una vera e propria metamorfosi, ha cambiato pelle ed è diventata una meta che continua a stupire chi decide di scoprirla con occhi curiosi e uscire dal classico giro Duomo –  San Babila –  Montenapoleone – Castello Sforzesco.

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Oggi quindi vi porto a spasso con noi sperando di farvi venire la voglia di tornare presto a Milano. Ben collegata con i treni da molte città italiane, Milano si presta sia per la classica gita domenicale sia per un weekend metropolitano. Arrivati in Stazione Centrale ci siamo diretti alla metropolitana e in poche fermate siamo scesi a Milano Porta Nuova Garibaldi: qui è iniziata la nostra passeggiata in Piazza Gae Aulenti, dove abbiamo scattato decine di foto. D’altronde come si può rimanere indifferenti di fronte a questo capolavoro di architettura contemporanea dove i grattacieli si specchiano nelle fontane, una passerella sospesa ricorda la High Line di New York, un’installazione di trombe si chiama La voce dell’alluminio, un Bosco sfida la gravità e il Pavillon multifunzionale sta ancora cercando la sua identità. Vi posso solo dire: andateci, passeggiate, fotografate, sedetevi e respirate il nuovo che avanza. C’è anche un parco con un’area giochi chiamato la Biblioteca degli Alberi, un nome che profuma di sogni.

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La nostra passeggiata è proseguita verso Corso Como dove ci siamo fermate al famosissimo numero 10: un indirizzo che è diventato brand 10 Corso Como ed è stato esportato a New York, Seoul, Shangai e Pechino. Un palazzo con caffè, camere d’hotel, lo shop iconico con pezzi unici di design sia per la casa sia nel settore abbigliamento, una gallery che ospita esposizioni temporanee principalmente in ambito fotografico, un bookshop e una terrazza panoramica. Il tutto in una tipica casa di ringhiera milanese. Anche se non siete appassionati di design, foto o moda, vale la pena entrare a curiosare: è gratis.

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Da Moscova abbiamo preso la metro fino a Porta Venezia e da qui è ricominciato il nostro giro a piedi: prima tappa Casa Galimberti, una palazzina liberty con la facciata decorata in piastrelle che raffigurano motivi floreali e donne in abiti eleganti.

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Da qui ci siamo dirette verso via Abramo Lincoln con le sue casette colorate che ci portano lontano chilometri dalla frenesia della vita milanese. Questo quartiere nasce come zona operaia progettato da una cooperativa edilizia che voleva realizzare degli alloggi alla portata delle persone che lavoravano in zona; ora con le sue facciate dalle tinte pastello, le palazzine di due piani e i giardini privati, questo isolato è diventato famoso come il quartiere Arcobaleno e ricorda quasi Burano.

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Se cercate un luogo insolito da visitare a Milano, uscite dalle solite rotte e arrivate qui, per poi proseguire fino al Giardino delle Culture in Via Morosini. Un giardino di cemento, recuperato grazie alla Street Art: due grandi murales colorano infatti le facciate cieche di due palazzi, a terra troviamo un disegno per giocare a mondo ed è stato realizzato anche uno spazio per il bookcrossing con una casetta che ricorda quella degli uccelli. Uno spazio per imparare a pattinare, andare in bici o giocare a pallone dove la fantasia può trovare il suo spazio.

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Se vi è venuto un certo languorino, basta tornare verso Corso XXII Marzo e troverete il Mercato del Suffragio, un mercato coperto che si è reinventato: 4 angoli, 4 sezioni, 4 proposte. Frutta & Verdura, Bar panificio, Macelleria e Pescheria: potete fare la spesa oppure scegliere quello che volete mangiare e vi verrà preparato sul momento. Per me è stato amore a prima vista: per scegliere cosa mangiare invece ci ho messo un po’ di più. La scelta è caduta sulla pescheria e non ne siamo rimaste deluse; al centro del mercato ci sono dei tavoloni stile social table delle OGR di Torino (di cui vi avevo parlato in questo post), all’esterno ci sono dei banconi con sgabelli per godersi la bella stagione e poi c’è una veranda coperta con dei tavoli da 4 persone.

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Dopo il lauto banchetto ci siamo rimesse in marcia per andare a visitare Villa Necchi Campiglio, una dimora storica donata dai proprietari al FAI – Fondo Ambiente Italiano che l’ha ristrutturata, la apre regolarmente al pubblico e qui organizza una serie di eventi tra cui Soffio di Primavera, una mostra mercato di piante e fiori, tra cui alcune specie rare, che ha reso ancora più colorato il giardino e il campo da tennis di questa villa. Villa Necchi è una residenza progettata e realizzata negli Anni Trenta dall’architetto Piero Portaluppi: ha alcuni elementi estremamente innovativi tra cui la piscina, il campo da tennsi, l’ascensore e un bagno privato con vasca da bagno e doccia per ogni camera da letto padronale. A piano terra oltre alla sala da pranzo e alla biblioteca troviamo un giardino d’inverno; tutta la villa custodisce una serie di opere d’arte di pregio che la rendono a tutti gli effetti una casa museo (lo sapevate che a Milano ben 4 dimore si fregiano di questo titolo? Oltre a Villa Necchi Campiglio, contiamo il Museo Bagatti Valsecchi, il Museo Poldi Pezzoli e Casa Boschi di Stefano).

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Terminata la nostra visita, abbiamo deciso che non avevamo ancora camminato abbastanza e ci siamo quindi dirette a piedi verso il Duomo passando da Corso Vittorio Emanuele. A volte – per fortuna – anche i telefoni perdono il segnale e mentre cercavamo di arrivare ai Giardini della Guastalla ci siamo perse e siamo finite per caso di fronte ai bellissimi murales di Piazza Cardinal Ferrari: 12 personaggi celebri della cultura milanese (da Franca Rame a Ada Merini, da Gaber a Jannacci…) accompagnati da  12 aforismi. Questo progetto si chiama WallArt (qui ne parla Repubblica con una bella gallery) ed è stato realizzato per i 140 anni dell’istituto ortopedico Pini: chi esce dall’ospedale si trova di fronte ad una zona completamente riqualificata, che culmina nella facciata dell’archivio diocesano con i suoi caratteri in rosso e nero su sfondo bianco come se ci trovassimo di fronte ad un testo degli amanuensi. Uno scoppio di colore che ha allietato il finale della nostra giornata. Ci siamo concesse una pausa ai Giardini della Guastalla, un angolo verde nascosto nel cuore di Milano con la sua fontana che risale al lontano 1555 per poi riprendere la metro e il treno direzione Piacenza.

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Una domenica con un’amica a gironzolare per Milano è un’iniezione d’energia per iniziare la settimana.

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31 Comments

  1. Amo Milano! Questa città la porto nel cuore poiché racchiude molti dei miei ideali: design, architettura, arte, possibilità… Per me è un po’ come l’America di qualche decennio fa, soprattutto perché vivo in una piccola città. Ci vado ogni volta che posso, ovvero almeno una decina di volte all’anno. Grazie per quest’articolo che mi ha permesso di riviverla, anche se da lontano!

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  2. Ero curiosa di conoscere l’itinerario perché vivo a Milano da quasi un anno e ogni giorno ne sono sempre più innamorata! Il tuo itinerario è perfetto per allontanarsi dal solito giro Duomo/Rinascente/Brera! E ho scoperto anche un paio di cose nuove che hai citato (come il progetto wallart)

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  3. Mi piacciono un sacco questi post con le curiosità di Milano, sono l’ideale per una persona come me che non si stanca mai di esplorare la propria città. Conoscevo quasi tutte le tappe di cui hai parlato (non conoscevo il Mercato, devo rimediare subito!), ma non sono mai entrata a Villa Necchi Campiglio… spero prima o poi di avere l’occasione. 🙂

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    1. Il Mercato del Suffragio e’ stata una bellissima sorpresa anche per noi: un posto fuori dai classici circuiti turistici dove mangiare in un contesto diverso. Secondo me Villa Necchi da’ il meglio di se’ durante gli eventi, Soffio di primavera era davvero molto carino.

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  4. Un itinerario molto interessante! Sono stata a Milano solo per un giorno ma, visto che si trattava della prima volta, ho scelto l”itinerario classico (Duomo, Castello Sforzesco, Sant’Ambrogio ecc). Se dovessi tornarci mi piacerebbe esplorare le zone che hai citato!

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  5. Mi sarebbe proprio utile questo post Laura! Sono stata a Milano per lavoro solo per un giorno ma mi piacerebbe tornare per scoprirla un po’. Hai ragione quando dici che è una città a cui è stata appiccicata un’etichetta praticamente ma che invece ha molto da offrire. Grazie per questo itinerario meno classico!

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  6. L’ultima volta che sono stata a Milano risale ormai all’anno scorso, e purtroppo non sono riuscita a vedere molto. Dovrei sicuramente esplorarla meglio, questo tuo itinerario è davvero molto affascinante! 🙂

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  7. Mi hai dato degli ottimi spunti per visitare delle aree di Milano che non conoscevo, prima tra tutte Casa Galimberti! E poi via Abramo Lincoln con il quartiere arcobaleno.. non conoscevo queste zone, saranno sicuramente meta la prossima volta che andrò in città. Grazie per gli ottimi spunti!

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  8. Mi è capitato spesso di trovarmi a Milano, ma quasi sempre per lavoro, in giornata, correndo per non perdere il treno 😉
    Dopo avere letto il tuo articolo proverò a rimediare e a programmare una gita di esplorazione.
    Ciao.

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  9. Ecco, io che abito a 30 km da Milano non riesco mai ad apprezzare in pieno questa città quindi è sempre un piacere leggere post di questo tipo. Giuro che la prossima volta che andrò a Milano proverò a visitarla sul serio seguendo i tuoi ottimi spunti 🙂

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  10. Ma che bellezza! Milano ha degli angoli da non perdere, per quanto non la ami particolarmente, mi piacerebbe tornare e vedere alcune di queste cose!

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  11. Bella la mia Milano *_* Secondo me non è che proprio abbia cambiato pelle dopo l’Expo: Milano cambia e si evolve in continuazione, senza fermarsi mai 🙂 Quest’anno ci sono tornata solo per due giorni e c’era sempre quell’aria sbarazzina, a un certo punto mi sono commossa, così 🙂

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  12. Finalmente qualcuno che apprezza la mia Milano per quello che è! Una città in continuo divenire, che ama sperimentare e stupire, una città da vivere e scoprire come avete fatto voi. Mi devo assolutamente vedere i murales di fronte al Pini che non ho mai visto e fare un giro al mercato di Santa Maria del Suffragio, che quando ci passavo io tornando da scuola era un zona un pò così cos’.

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    1. Per me Milano è stata una scoperta recente, da quando ho iniziato a girarla con un’amica che ci lavora e la conosce bene: un colpo di fulmine! La lista di cose da vedere al prossimo giro è gia’ bella lunga 🙂

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  13. Da Milano manco da una vita! E devo dire che neanche la conosco bene: l’ho sempre considerata un pò troppo snob per i miei gusti!

    Però mi ha sempre attirato la zona dei Navigli (sarà perché adoro tutti gli specchi d’acqua!). E a leggere il tuo post (soprattutto guardando le tue foto), credo che Milano abbia tanto da offrire se si va fuori dal centro e dalle zone più conosciute! Vuol dire che devo anche io conoscere qualche local milanese! 🙂

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