In Perù, sulle orme degli Inca

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Come ogni mese torna il nostro appuntamento con #12mesiper12blogger in un giro del mondo davvero speciale: Marina di Marainainviaggio ci porta alla scoperta del Perù e sarà una guida davvero speciale perchè nella vita fa l’archeologa e ci accompagnerà in un tour unico alla scoperta della civiltà Inca.

Dagli Appennini alle Ande… è quanto ho fatto io, quando qualche anno fa ho preso l’aereo, una guida su Macchu Picchu, qualche appunto sugli Inca, e ho volato fino a Lima. Da qui ho iniziato un itinerario sulle orme del fiero popolo precolombiano che mi ha portato da Lima a Cusco e nei suoi dintorni, al Lago Titicaca e infine a Macchu Picchu, uno dei luoghi più emozionanti del mondo.

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Tra i siti archeologici da visitare l’antica Sacsayhuaman, una grande fortificazione Inca.

Una cosa ho imparato subito sul Perù e sul rapporto dei peruviani col loro passato Quechua, cioè precedente alla dominazione spagnola: vi sono molto legati. Nei pueblos, soprattutto, sulle Ande, nelle regioni allo stesso tempo più povere e più incontaminate, qui ancora resiste l’antica lingua precolombiana e alcune usanze risalgono davvero indietro nel tempo, a ben prima che la conquista spagnola spazzasse via in pochi anni la cultura precedente e imponesse la religione cattolica al posto delle divinità inca.

Sono archeologa, perciò tutto ciò che è antichità esercita su di me un fascino notevole. Un fascino che cerco di trasmettere anche quando scrivo. Dunque, volendo raccontare del Perù, voglio parlare della sua anima inca, mai del tutto sopita. Scelgo 3 luoghi per farlo: il museo archeologico di Lima, la capitale peruviana, la città di Cusco con i suoi monumenti, l’impressionante Macchu Picchu.

Il Museo Archeologico di Lima

Prima ancora di vedere i siti archeologici, visitare un museo è il modo migliore per entrare in contatto con la quotidianità di un popolo antico: come quando vai per la prima volta a casa di un’amica a cena, e lei prima di tutto ti mostra i dettagli del suo arredamento, i quadri alle pareti, il televisore ultimo modello e i vasi di fiori sul balcone, fino a farti sedere a tavola e mostrarti stoviglie, bottiglie e bicchieri, così in un museo vedi gli oggetti che popolavano la casa, la cucina, la sala da pranzo, i templi, ma anche le tombe, dei popoli del passato.

Al museo di Lima, innanzitutto, si fa la prima scoperta interessante: in Perù non ci sono stati solo gli Inca, che anzi sono la popolazione ultima arrivata in una terra abitata da millenni. Gli Inca si sovrapposero a popolazioni precedenti, si mescolarono a culture differenti creando un linguaggio artistico, architettonico, religioso unico e unificato.

La cosa che più colpisce dei reperti in esposizione al museo di Lima è la forma bizzarra dei vasi in ceramica: vasi plastici, bottiglie, statuette dalle forme più assurde e fantasiose, come l’uomo seduto a gambe incrociate che suona il flauto di pan, o il pappagallo che becca una pannocchia. Su alcuni vasi sono modellate scene complesse, altri sono dipinti. E poi ci sono gli ori. In particolare le maschere d’oro della cultura Lambayeque, quella immediatamente precedente agli Inca, sono impressionanti, bellissime.

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Il museo archeologico di Lima espone molti manufatti dell’antica civilta’ Inca, ma anche reperti di civilta’ precedenti e molto piu’ antiche.

Prima di procedere, è importante sapere che se nei decenni passati il Perù è stato davvero depredato di materiali archeologici da trafficanti d’arte senza scrupoli che rivendevano a collezionisti e musei stranieri, oggi le cose stanno cambiando e c’è più attenzione e sensibilizzazione nei confronti dell’archeologia e una guerra a questi traffici illeciti. Complice anche il turismo nei luoghi Inca. E vediamoli, questi territori.

Cusco, la città d’oro

La capitale dell’impero Inca, Cusco, doveva essere davvero immensa e monumentale. Nel centro storico i grandi palazzi spagnoli, chiese e monasteri in particolare, si sono installati sulle vecchie murature inca realizzate in blocchi di pietra a secco. Certo, una delle cose più spettacolari della cultura Inca è proprio l’architettura, quei muri di grandi blocchi poligonali in cui tutto si incastra alla perfezione, tanto che molti parlano di “misteri” nella realizzazione di queste imponenti strutture. Nessun mistero, invece, ma conoscenze tecniche evidentemente diverse dalle nostre.

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Cusco era la capitale dell’impero degli Inca.

Una passeggiata nella città vecchia di Cusco ci fa capire che più l’antico edificio era importante e imponente, più la nuova costruzione, spagnola e cattolica doveva essere ancora più possente. Così ad esempio, il grande monastero di Santo Domingo sorge e sfrutta le murature inca del Qorikancha, ovvero il Tempio del Sole, l’edificio di culto più importante per gli Inca.

Alcune murature in cui ci si imbatte passeggiando per Cusco sono davvero impressionanti: come quella in cui c’è un grosso blocco di pietra con ben 12 angoli, perfettamente incastonato nel resto della muratura. Sicuramente di grande effetto, almeno per noi.

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L’incredibile precisione con cui venivano costruiti i muri a Cusco.

Nelle alture circostanti a Cusco si trovano poi altri notevoli monumenti Inca: è il percorso delle cosiddette Quattro rovine, la più impressionante delle quali, però, è Sacsayhuaman, una grande fortificazione su più livelli posta sull’altura da cui si controlla, in basso, Cusco.

Macchu Picchu, il mondo perduto

Chissà perché, come e quando, Macchu Picchu fu abbandonata. Chissà chi vi abitava e chissà qual era la sua funzione: se città, centro religioso, se entrambe le cose. Macchu Picchu fu scoperta per caso agli inizi del Novecento e chi vi arriva per la prima volta, parandosi davanti al panorama mozzafiato delle rovine sotto la montagna dell’Uhayna Picchu rimane davvero a bocca aperta. Perché puoi averla vista in fotografia mille volte, ma trovartici davanti è un’emozione senza pari. Visitare Macchu Picchu richiede qualche ora di tempo. Richiede anche di alzarsi all’alba se non prima per arrivare a un’ora decente, prima che il luogo si riempia di tanti, troppi turisti.

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Macchu Picchu tappa imperdibile in un viaggio in Peru.

Per arrivare a Macchu Picchu esistono due modi: quello più antico del mondo, ovvero a piedi lungo il percorso dell’Inka Trail, che dura 4 giorni e 3 notti e culmina con l’arrivo all’alba alla città perduta. L’altro è il treno da Ollantaytambo che percorre la valle al termine della quale si trova la cittadina di Aguas Calientes. Da qui si può salire a piedi alla montagna che nasconde Macchu Picchu, oppure in autobus.

Entrambe le esperienze sono piacevoli. Per chi ama il trekking il primo modo è assolutamente consigliato, per chi non è avvezzo alle camminate estreme il treno non è un ripiego, ma una bella corsa attraverso una natura selvaggia e lussureggiante.

Per visitare Macchu Picchu in modo consapevole, ovvero cercando di capire come sono stati interpretati i singoli edifici, è necessario avere con sé una guida. A meno che, ovvio, non interessi soltanto fare una visita paesaggistica e fotografica, alla ricerca dello scatto migliore. In ogni caso non affidatevi alle sedicenti guide che troverete all’ingresso del parco, ma procuratevene una digitale oppure una cartacea altrove, anche in aeroporto a Lima o a Cusco.

Alcune info utili che ho imparato in viaggio in Perù

La prima, fondamentale: tranne che a Lima, che è in pianura, le altre tappe di un viaggio standard in Perù sulle orme degli Inca si svolge sulle Ande e sugli altipiani. La stessa Cusco sorge a 3400 m di altezza, e anche se non sembra, soprattutto se vi si giunge in aereo, il mal d’altura è un rischio in cui si incorre con facilità. Il mal d’altura è dato infatti dal repentino cambio di altitudine con tutto quel che ne consegue in termini di pressione e di ossigeno – che più si va in alto più è rarefatto. Il Lago Titicaca, di cui qui non ho parlato, ma che è una delle tappe di un tour del Perù che si rispetti, si trova addirittura a 3800 m di altitudine, mentre Macchu Picchu, sta a “soltanto” 2430 m sul livello del mare. Mettete in conto nausea, mal di testa e una gran fiacca addosso; in ogni caso esistono farmaci apposta.

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Quando pensiamo al Peru’ ci vengono subito in mente i lama

Incontrerete ovunque il mate de coca: è una bevanda calda a base di acqua bollente e foglie di coca essiccate lasciate in infusione. Amaro, ma utile: i peruviani che abitano sulle Ande solitamente le foglie di coca le masticano per combattere proprio la fiacca data dalla rarefazione dell’aria.

Io sono andata in Perù a fine agosto, ma anche l’autunno è una stagione consigliata. In ogni caso sarete per la maggior parte del tempo in alta montagna: regolatevi di conseguenza.

Per organizzare il viaggio potete fare da soli, oppure affidarvi a tour operator in loco. Per gli spostamenti locali noterete che il taxi è il più diffuso. Attenzione, però, che soprattutto a Lima, ma anche altrove, chiunque si improvvisa tassista, per cui è sempre bene fare attenzione. Per le escursioni nei dintorni di Cusco potete comunque affidarvi a un taxi oppure ad un pullman organizzato con tanto di guida.

Se il racconto di Marina sulle tracce della civiltà Inca vi ha affascinato, sul suo blog troverete tanti altri itinerari archeologici e non. Trovate Marina anche su Facebook e Instragram.

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I colori del Peru

#12mesiper12blogger è la rubrica mensile che ci accompagna in un giro del mondo virtuale alla scoperta di un Paese fuori dall’Europa attraverso le foto e le parole di un blogger. Nei mesi precedenti grazie a #12mesiper12blogger abbiamo esplorato:

la Nuova Zelanda,

la Siberia

l’Australia

la Giordania

Le Hawaii

Il Canada

Il Sudafrica

Il Giappone

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10 Comments

  1. Che bel post, grazie! Il Perù è una di quelle mete che quasi sicuramente non potrò raggiungere. Mi limito quindi a leggerne e a sognare. Come è successo con questo post. Il masso con 12 angoli incastonato nel muro è quello che ha acceso la mia fantasia. 😉

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  2. Machu Pichu è al top della mia wish list, e questo bell’ articolo mi ha fatto sognare. Non so se riuscirò mai ad andare, sicuramente dovrò aspettare che a mia bimba cresca, ma un po’ me lo sono già gustato. Ma con il pullman si arriva fino a dove?

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  3. Che affascinante il Perù. Mi sono persa a leggere questo post. Sembrava di essere lì. Chissà magari un giorno visiterò questa nazione, ripensando proprio alle tue parole.

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  4. Abbiamo sentito parlare un sacco e bene del Peru tanto che adesso è senza dubbia nella nostra lista dei sogni. Dev’essere un luogo stupendo, di quelli in cui perdi il senso del tempo nel camminare immerso nella natura! Appena dovremo prenotare un altro viaggio, lo prenderemo sicuramente in considerazione. Fantastico l’articolo!

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