Vicenza: cosa vedere in un giorno

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Ad inizio agosto mi sono ritagliata un giorno tutto per me per visitare la città di Vicenza. Meno nota di Venezia o Verona, Vicenza è una cittadina rinascimentale con un elegante centro storico ricco di palazzi e musei. Vi racconto il mio itinerario per scoprire Vicenza in un giorno e i miei consigli su dove mangiare e dove dormire.

Dopo un’entusiasmante weekend da sola a Torino a fine aprile, non vedevo l’ora di partire di nuovo da sola per esplorare una nuova meta in Italia. Amo viaggiare con il mio piccolo esploratore e con le mie amiche, ma da quando sono diventata mamma ho capito che ritagliarmi del tempo per me stessa e le mie passioni è fondamentale. Viaggiare da soli significa essere liberi di seguire il proprio ritmo, di fermarsi a mangiare una brioche alle undici della mattina, visitare tre musei di fila e poi fare tappa in albergo per riprendere fiato; significa scattare tutte le foto che vogliamo, mangiare in quel localino che abbiamo adocchiato, ideare un itinerario e poi reinventarlo sul momento perchè non dobbiamo scendere a compromessi con nessuno se non con noi stessi.

Quando è stato il momento di organizzare le ferie estive, ho approfittato della disponibilità dei nonni ad occuparsi del giovane esploratore per prendermi qualche giorno per me stessa: dopo un weekend di trekking in Val d’Aosta, ho trascorso una giornata in Trebbia alla (ri)scoperta delle sue spiagge più belle ed ho deciso di fare tappa a Vicenza lungo il mio viaggio in direzione Vittorio Veneto.

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I colori di Vicenza

Come organizzare una visita a Vicenza

Il mio consiglio è di dedicare una giornata piena a questa città pernottando qui per godersi anche Vicenza by night.

Primo step: prenotazione di un albergo con parcheggio vicino al centro storico. Se volete effettuare una prenotazione con Booking, potete usufruire di uno sconto di 15 Euro utilizzando questo link per la prenotazione: http://bit.ly/Sconto15Laura

Secondo step: ricerca di informazioni e consigli su cosa visitare. Il portale di informazioni turistiche della provincia di Vicenza è stato molto utile per valutare quali musei volevo visitare, annotare gli orari di apertura per sfruttare ogni momento a disposizione e scegliere quale biglietto fosse più conveniente.

Si parte!

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Uno scatto dei portici della Basilica Palladiana

Che cosa vedere a Vicenza

Sono arrivata a Vicenza a metà mattina, ho lasciato la macchina nel parcheggio dell’hotel e ho ritirato una cartina del centro storico per orientarmi meglio tra le varie attrazioni da visitare.

Ho passeggiato per le vie del centro ammirando i palazzi signorili con i loro cortili e giardini e mi sono diretta in Piazza dei Signori, dove mi sono fermata a fare merenda. Ho dato un’occhiata al mercato che affolla la piazza il martedì mattina e poi mi sono diretta al Palladio Museum, dove ho acquistato il biglietto unico musei Vicenza (valido 7 giorni per l’accesso a Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico Archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Chiesa di S. Corona, Museo Diocesano, Gallerie d’Italia –  Palazzo Leoni Montanari, Palladio Museum). Considerando che costa solo 15 Euro, se avete intenzione di visitare almeno 2 musei vale la pena acquistarlo.

Il Palladio Museum permette di immergersi nell’architettura di Andrea Palladio, guardando i modellini delle sue opere, visitando l’interno di un palazzo da lui progettato e scoprendo la storia della sua vita e le tappe chiave dello sviluppo della città di Vicenza. Un museo di nuova concezione sviluppato su 5 sale: sala della carta, sala della pietra, sala della seta, salone del grano e della gloria, Palladio a colori. Durante il percorso sono stata accompagnata da una guida che gratuitamente e con grande professionalità e passione mi ha spiegato dettagli delle installazioni che altrimenti non avrei mai notato.

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La collezione di giocattoli d’epoca e’ la cosa che mi e’ piaciuta di piu’ del Museo Chiericati.

Il Palladio Museum è un ottimo punto di partenza per la visita della città perchè permette di avere una panoramica sulle opere dell’architetto che ha reinventato e reso immortale la struttura dei palazzi e delle ville dei nobili locali. Una volta uscita, mi sono diretta al punto informativo per prenotare la visita guidata POP al Teatro Olimpico per il pomeriggio ed era già arrivata l’ora di pranzo.

Dopo essermi rifocillata, viste le temperature estive mi sono diretta al Museo Civico Palazzo Chiericati che ospita una interessante collezione di dipinti di pittori fiamminghi e diversi affreschi di pittori veneti. La chicca di questo museo si trova nel seminterrato ed è la collezione Cavalli Rosazza: questa famiglia ha donato la sua intera collezione di giochi d’epoca che spazia dai trenini, agli automi di latta, alle migliaia di soldatini di piombo che raccontano attraverso le loro armature e rappresentazioni le storie dei conflitti dalle guerre d’indipendenza alle spedizioni coloniali del Novecento. Io mi sono incantata a guardare i dettagli delle uniformi, le ricostruzioni delle baionette e il racconto di quelle battaglie rimaste incastrate in qualche anfratto della memoria nella sezione “Lezioni di storia delle superiori”.

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La piazza di fronte al Teatro Olimpico

Visto che avevo una mezz’ora prima della visita guidata, ho deciso di visitare la chiesa di Santa Corona con i suoi chiostri e le sue cappelle decorate. Mi sono poi diretta al Teatro Olimpico dove mi attendeva la visita guidata interattiva POP (Palladio Olimpico Project) curata e realizzata da Alessandro Baricco e Scuola Holden. La visita guidata è inclusa nel costo del biglietto e deve essere solo prenotata all’Info point all’esterno del Teatro. Mi è stato consegnato un tablet che mi ha tenuto compagnia con alcuni contenuti multimediali nell’attesa che la visita vera e propria iniziasse (quiz, curiosità, video). Alessandro Baricco racconta la storia di questo incredibile teatro al coperto ancora nel suo assetto originario del Seicento. La ricostruzione di un teatro romano con le sue gradinate e le statue da un lato e una vera e propria città con le sue strade realizzate in una fuga prospettica perfetta dall’altro sulla scena. L’unica parola per descrivere il Teatro Olimpico è mozzafiato. Lo spettacolo di luci e musica ne hanno evidenziato ancora di più le peculiarità e la possibilità di effettuare un volo d’uccello virtuale sul dietro le quinte sono state la ciliegina sulla torta.

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Una sola parola per descrivere il Teatro Olimpico: mozzafiato. Da vedere una volta nella vita.

Uscita dal Teatro Olimpico avevo bisogno di fare una pausa e mi sono quindi diretta in hotel, facendo prima una sosta all’Eurospar per prendere qualcosa di fresco da bere.

Un paio d’ore dopo sono tornata in pista e ho fatto una passeggiata nel giardino Salvi e nel Borgo San Lorenzo: ho trovato questa zona carina, ma non mi ha folgorato particolarmente. La chiesa di San Lorenzo è visitabile gratuitamente ed è una chiesa in stile gotico dall’ impianto molto semplice.

Passeggiando per il centro mi sono diretta alla Basilica Palladiana per salire sulla terrazza panoramica e prendere un aperitivo guardando il tramonto. Un’esperienza bellissima che non ha prezzo: da qui si può ammirare Vicenza dall’alto sorseggiando un ottimo cocktail (io ho provato il Sunset) immersi nella bellezza. All’interno della Basilica Palladiana vengono organizzate mostre temporanee, ma si può accedere alla sola terrazza panoramica pagando 4 Euro. Dopo cena sono rientrata in albergo, c’era parecchia gente in giro, quindi pur camminando da sola non mi sono assolutamente sentita a disagio.

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I portici lungo la salita al Santuario del Monte Berico

La mattina dopo con la macchina ho raggiunto il Santuario di Monte Berico: dal belvedere si gode una bellissima vista sulla città di Vicenza e le colline circostanti; la salita che parte dal centro storico, si inerpica sulla collina prima attraverso alcune scalinate e poi lungo i portici. La passeggiata deve essere molto piacevole, ma per motivi di tempo ho dovuto ripiegare su un mezzo più rapido.

Ho fatto una tappa veloce anche al parco del Museo del Risorgimento e della Resistenza, appena oltre il santuario, ma vista la mia tabella di marcia non ho potuto aspettare l’apertura del museo per visitarlo, mi sono quindi limitata ad una rapida passeggiata nel parco di Villa Guiccioli.

Una stradina panoramica che serpeggia tra le colline mi ha portato al casello autostradale, pronta per proseguire il mio viaggio.

Dove dormire a Vicenza

Io ho alloggiato all’Hotel Campo Marzio, prenotando direttamente tramite il loro sito una camera singola deluxe. La posizione è ottima per visitare Vicenza, a pochi minuti dal centro storico, e facilmente raggiungibile in auto. L’hotel 4 stelle ha un piccolo parcheggio ed è in corso una ristrutturazione abbastanza radicale per renderlo più moderno e confortevole. Il buffet della colazione era abbastanza vario anche se non fornitissimo. Per un soggiorono breve è sicuramente un’ottima soluzione.

Dove mangiare a Vicenza

Colazione/Merenda: Vicino alla Basilica Palladiana si trova l’Antica Pasticceria Sorarù , un’elegante pasticceria presente in città fin dall’Ottocento.  Questo locale è un vero e proprio tempio del gusto: le brioches hanno un impasto unico, provare per credere.

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L’aperitivo sulla terrazza panoramica della Basilica Palladiana e’ un’esperienza da non perdere.

Pranzo: Tappa imperdibile che vi consiglio è il Sotobotega Bistrot del Baccalà,  bistrot ricavato nella cantina della storica gastronomia Il Ceppo, che affaccia su Corso Palladio a pochi minuti dal Teatro Olimpico. Anche in estate la cantina fornisce un gradevole effetto di condizionamento naturale; il locale è caratterizzato da un’alternanza di tavoloni e tavolini con la possibilità di mangiare in un’ottica “social” a stretto contatto con gli altri avventori. Da provare la trilogia di baccalà: mantecato, fritelle e in insalata.

Aperitivo: Non ci sono dubbi, l’aperitivo si prende a La Terrazza della Basilica, un luogo unico in cui sorseggiare un ottimo cocktail ed ammirare Vicenza dall’alto.

Cena: Attraversata Piazza dei Signori, in Contrà delle Morette troverete l’Antica Casa della Malvasia un ristorante carino che propone alcuni piatti della tradizione locale rivisitati. Io ho assaggiato i paccheri con ricotta, limone, menta e noci e il tiramisù scomposto.

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Una selezione di quello che ho mangiato a Vicenza: oltre ad arte e architettura, la buona cucina e’ un ottimo motivo per visitare questa citta’.

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14 Comments

  1. Vicenza è la mia città degli anni del liceo. Io sono nata e cresciuta in provincia ma andavo al liceo proprio in città. La mia scuola era a due passi dal teatro Olimpico e adoravo camminare per Corso Palladio per raggiungere il mio liceo. Adoro Vicenza, le voglio molto bene. Se ripassi di lì, dimmelo: così ti do qualche dritta che l’Ente del Turismo non racconta

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  2. Anch’io conosco bene Vicenza, sono padovana e avevo molti amici vicentini. Ci sono stata tante volte, l’hai raccontata bene e sono contenta che ti sia piaciuta, per me è un piccolo gioiellino. Se torni da quelle parti ti consiglio anche Treviso, vedrai che ti piacerà. ciao Anna

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  3. Beh da buona vicentina non potevo non leggere questo articolo. Hai visto il meglio di Vicenza, compresa la pasticceria. La prossima volta, non perderti la visita della Rotonda del Palladio, un po’ fuori il centro, ma con un bus in dieci minuti ci sei. E’ come visitare una villa delle fabie! … Naturalmente se hai anche un giorno in più, vieni a Marostica e fai il giro delle città murate, rimarai incantata!

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  4. Non ci sono mai stata a Vicenza, in effetti non viene sponsorizzata più di tanto. Sembra carina la Basilica Palladiana e la terrazza panomarica in primis..ma anche il museo dev’essere interessante. Grazie per il tuo racconto..ne farò tesoro.

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  5. Ho esplorato Vicenza in maniera molto sommaria, e tanti anni fa. Devo proprio tornare, visto che ho anche un’amica in provincia. E poi il Teatro Olimpico, wow! Da pelle d’oca.
    Mi hai convinta! 😀

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  6. A Vicenza ci sono stata di passaggio diversi anni fa… Ho visitato il centro storico, ma velocemente (non avevo ancora il blog). Mi piacerebbe tornarci con più calma x apprezzarla meglio. Grazie

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  7. Non sono mai stata a Piacenza, ma devo decisamente inserirla in lista. Tra l’altro mi ha incuriosito molto la visita al teatro: io adoro i teatri, specie quando si possono visitare con guide o supporti che ti fanno entrare nella sua storia. Poi che bello prendersi il tempo di scoprire una città da sole.

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  8. Non sono mai stata a Vicenza, se non da piccolissima e quindi non ricordo nulla! Dal tuo racconto mi sembra una città interessante e con parecchie cose da vedere e sperimentare!

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  9. Mi piace l’idea di visitare una città in un giorno, ci sto pensando anch’io soprattutto i questo periodo in cui purtroppo posso viaggiare poco. Vicenza è un po’ distante per me per un giorno solo ma magari potrei dedicarle un weekend!

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  10. Vicenza è un gioiellino veneto. Scappare dalla grande città per immergersi nella tranquillità della provincia veneta bisogna metterlo in agenda almeno un paio di volte – ma forse anche più – all’anno. Trovarsi in una dimensione a misura d’uomo dove ancora tutto è semplice, ricco di cordialità è veramente bello.

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