Che cosa vedere a Torino in 36 ore: itinerario insolito per viaggiatrici solitarie

itinerario insolito per viaggiatrici solitarie a Torino

Un giorno e mezzo sembra poco per scoprire una città come Torino, ma basta sapere come organizzarsi per sfruttare al meglio il tempo che avete a disposizione. Visitiamo insieme la capitale sabauda seguendo un itinerario diverso dal solito alla scoperta dei nuovi quartieri emergenti: io viaggiavo da sola, ma potete seguire i miei consigli ed esplorare Torino in coppia o tra amici.

Devo ammetterlo, partivo avvantaggiata perchè Torino è una città che conosco bene, visto che ci ho abitato per tre anni e mezzo al tempo dell’università. Per una serie di fortuite coincidenze avevo un weekend libero (il mio piccolo esploratore si stava godendo il ponte del 25 aprile con il papà dai nonni in Veneto) ed ho capito subito che sarebbe stata l’occasione perfetta per tornare a Torino da sola. Ho guardato rapidamente i treni e studiato un pò più a fondo gli hotel e in poco tempo avevo nella mia casella di posta le email di conferma per viaggio e soggiorno. Ho deciso di partire presto per godermi la giornata appieno e di rientrare a metà pomeriggio per avere ancora un pò di tempo per me a casa prima del rientro “degli Unni”.

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Piazza San Carlo e’ nota come il salotto di Torino

Mentre mi rinfrescavo la memoria sui vari siti e blog sulle cose da fare a Torino, ho scoperto che era possibile partecipare ad una visita guidata alla Cupola della Mole Antonelliana. Visto che c’erano ancora posti disponibili per la visita di sabato alle 12 ho prenotato senza esitazione. Ho quindi costruito il mio programma di sabato attorno all’orario di questa visita. Se la vostra città è ben collegata con il treno, vi consiglio di raggiungere Torino proprio con questo mezzo: la città si gira tranquillamente a piedi o con i mezzi, mentre parcheggiare può essere abbastanza complicato o costoso. Avendo deciso di partire all’ultimo prima di un ponte, non erano rimaste molte scelte su dove alloggiare ad un prezzo accettabile: io ho prenotato il Best Quality Gran Mogol tramite Booking e mi sono trovata bene. Vicino alla stazione ma già nel cuore della movida del centro storico, è un hotel essenziale con tutto ciò che serve.

Se dovete fare una prenotazione con Booking, potete usufruire di un rimborso di 15 euro utilizzando il mio buono sconto che trovate qui. L’importo vi verrà rimborsato sulla carta di credito, una volta terminato il soggiorno.

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Le due chiese gemelle che incorniciano un lato di Piazza San Carlo

Tornando al mio weekend a Torino, ho scelto di viaggiare leggera: nello zaino un cambio, pigiama, ombrello a causa delle previsioni meteo, la mia Reflex e una guida pocket della Lonely Planet. In questo modo ho potuto girare senza dover far tappa in albergo per depositare il bagaglio: se scegliete un albergo in zona stazione di Porta Nuova potrete in ogni caso lasciare il bagaglio senza perdere troppo tempo. Il mio treno è arrivato a Porta Nuova alle 9 di sabato mattina e mi sono incamminata subito verso Piazza Castello percorrendo Via Roma. Una pausa per ammirare Piazza San Carlo e Galleria San Federico con il bellissimo fregio liberty del cinema Lux, per poi fare colazione in Piazza Carignano (a breve vi racconterò dove mangiare a Torino).

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Il mercato della frutta e della verdura a Porta Palazzo, dove tutte le etnie si incontrano

Da lì mi sono diretta verso Porta Palazzo perchè volevo rivedere il mercato e il Balon, il mercatino delle pulci che si spinge fino alla Dora. Qui non è cambiato nulla e mi è sembrato di tornare indietro ai tempi dell’università quando andavo a fare la spesa di frutta e verdura tra le bancarelle colorate e piene di vita di questo incredibile mercato. Ho attraversato tutta la piazza e mi sono diretta verso Via Borgo Dora per addentrarmi nel Balon, il mercatino delle pulci, che si svolge tutti i sabati. La seconda domenica di ogni mese invece nella stessa zona si svolge il Grand Balon dove potrete scoprire i tesori degli antiquari e dei rigattieri, oltre a vestiti e oggetti usati di ogni tipo. Il Balon e Porta Palazzo sono un crogiolo di culture diverse, questa è sicuramente una delle zone più etniche ed interculturali di Torino: ricordo che anche ai tempi dell’università c’era chi non si fidava a girare in questa zona, io invece l’ho sempre trovata accogliente e vibrante di vita. Mi sembra superfluo dire che, come in tutti i luoghi affollati, occorre avere un pò di attenzione ai propri averi; sinceramente io mi sono sempre sentita a mio agio a girare in questo quartiere anche da sola durante le ore di mercato, cioè fino al primo pomeriggio; quando la piazza si svuota delle bancarelle e della gente ci sono anche meno motivi per frequentare questo angolo di Torino.

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Il mercatino del Balon sullo sfondo dell’Arsenale.

In zona Borgo Dora meritano una menzione il cortile del Maglio, l’Arsenale davanti a cui troverete il punto di partenza del Turin Eye, la mongolfiera che vi farà ammirare Torino dall’alto. Sono tornata sui miei passi passando per Porta Palatina, dove si vede un portale di accesso alla città, uno dei pochi resti romani presenti a Torino. Ho attraversato Piazza Castello e mi sono incamminata in Via Verdi, dove ho fatto una deviazione nel cortile della Cavallerizza: questo edificio adiacente a Palazzo Reale una volta ospitava le scuderie reali mentre oggi è teatro di eventi ed installazioni culturali; qui ho ritrovato l’anima più alternativa di questa città che si prende i suoi spazi per creare arte ed organizzare eventi. In questo Torino mi ricorda tantissimo Lipsia (qui trovate il primo dei post dedicati alla città officina creativa dell’Ex Germania Est): così due città che amo e che hanno fatto parte della mia vita si incontrano.

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Da luogo abbandonato a Patrimonio dell’Unesco: questa la storia della Cavallerizza Reale.

Arrivo alla Mole Antonelliana con un pò di anticipo rispetto all’orario della visita guidata, e mi perdo a guardare questo edificio incredibile: progettata e costruita dall’architetto Antonelli a fine Ottocento doveva inizialmente ospitare una sinagoga ed ora è sede del Museo del Cinema. Se ne avete l’occasione vi consiglio vivamente di partecipare alla visita guidata Salita alla Cupola che vi permetterà di ammirare panorami inediti della città e dell’interno della Mole. La visita dura un pò più di un’ora e non è adatta a bambini sotto i 6 anni e persone che soffrono di claustrofobia o hanno problemi di cuore: il percorso è infatti piuttosto stretto in certi passaggi e prevede molti scalini. La vista che godrete ripagherà la vostra fatica e la guida vi racconterà tanti aneddoti curiosi ed interessanti sulla costruzione di questo edificio unico al mondo. Una visita al Museo del Cinema con salita al terrazzo panoramico sono una tappa imperdibile per chi visita Torino per la prima volta: per evitare ore di coda, potete acquistare il biglietto online qui.

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Vista da uno degli oblo’ inseriti nella cupola della Mole Antonelliana

Una volta terminata la visita guidata mi sono diretta verso il quartiere di Vanchiglia per pranzare e rilassarmi un po’. Non conoscevo affatto questa zona di Torino ed ho camminato incuriosita tra le vie tranquille e i palazzi un pò trasandati oltre la Dora. Vanchiglia è un quartiere operaio ora abitato da studenti e famiglie giovani e sta quindi vivendo una rinascita a livello di locali ed eventi. Il nuovo campus universitario Luigi Einaudi progettato da Norman Foster si trova proprio in questa zona ed è un capolavoro di architettura contemporanea: sulla base di un progetto innovativo di integrazione tra vita universitaria e vita quotidiana, . Dopo aver lautamente pranzato mi dirigo di nuovo in Piazza Castello passando di fianco ai Giardini Reali per fare un giro sul tram storico circolare numero 7. Il tram è in funzione nel finesettimana e durante le principali feste e potrete fare un giro ammirando le bellezze di Torino al costo di un normale biglietto dei mezzi (Euro 1,50) che dovrete comprare prima in un’edicola o rivendita. Consiglio pratico: se non vi spaventa camminare ed il vostro alloggio è in posizione centrale non conviene fare il biglietto giornaliero, basterà avere in tasca due/tre biglietti di corsa singola che valgono 90 minuti.

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Un giro sul tram storico circolare n.7 e’ un’esperienza da non perdere per scoprire Torino

Scendo dal tram alla stazione di Porta Nuova per fare una doverosa tappa in hotel, prima di ripartire in direzione San Salvario. A metà pomeriggio questo quartiere che si sviluppa tra la stazione e il Parco del Valentino non offre molto: i locali sono ancora chiusi e mi aspettavo di trovare qualche negozietto interessante in più. Resto colpita da alcune chiese che spuntano dal nulla in mezzo ai palazzi, dalla sinagoga presidiata dai militari e dal centro di aggregazione dei Bagni Municipali, una specie di centro sociale trasformato in centro per le famiglie perchè non tutte le utopie e la voglia di fare vanno in letargo quando si trova un lavoro o si mette su famiglia. San Salvario è uno dei quartieri della movida torinese e la sua vera anima emerge al calar del sole.

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Una delle chiese del quartiere di San Salvario: un luogo dove la movia notturna a sprazzi incontra la spiritualita’.

Ho deciso quindi di prendere un pullman che mi riportasse in centro per fare una passeggiata sotto i portici di Via Po fino a Piazza Vittorio, guardando le bancarelle dei libri usati e sentendomi così un pò a Parigi sulle rive della Senna… Piazza Vittorio Veneto è una piazza ampia e maestosa che si apre sul Po; io sono arrivata fino alla discesa dei Murazzi per godermi la tranquillità del Grande Fiume e la vista sulle prime colline torinesi, la Gran Madre e il Museo della Montagna ai Cappuccini. Durante questo viaggio, ho sfruttato le potenzialità di Google Transport, la funzione di Google Maps che in tempo reale vi permette di calcolare il percorso con i mezzi pubblici. Da Piazza Vittorio Veneto ho quindi preso un tram che mi ha riportato vicino a Largo Saluzzo, una piazzetta deliziosa piena di locali dove mangiare. Dopo cena, visto che ero sola, ho optato per mangiare un gelato e tornare presto in albergo; se invece preferite fare un pò di vita notturna, siete nel quartiere giusto. C’era parecchia gente in giro, quindi mi sono sentita al sicuro a camminare per strada da sola, ovviamente preferendo le vie più larghe ed illuminate.

Torino, Mole, Piazza Vittorio
Vista panoramica su Torino

Per fortuna le previsioni del tempo si erano clamorosamente sbagliate e la domenica sono riuscita a girare senza avere bisogno dell’ombrello. Dopo una rapida colazione ed il check out mi sono incamminata verso il centro esplorando le varie piazze che si aprono tra Corso Vittorio Emanuele e via Po: sarà facile sentirsi a Parigi seduti sulla panchina di una di queste piazze mentre ammirate i palazzi ottocenteschi con gli abbaini. Piazza Bodoni, Giardino Balbo, piazza Carlo Emanuele: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Come c’è l’imbarazzo della scelta tra i musei da esplorare a Torino: oltre ai più noti Museo Egizio e Palazzo Reale, da citare in centro storico il Museo di Scienze Naturali e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina. I torinesi amano godersi la domenica, quindi molti negozi e caffè sono chiusi: controllate prima gli orari di apertura per non rimanere delusi.

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Il centro storico di Torino ha chilometri di portici dove e’ piacevole passeggiare in ogni stagione.

Arrivo in Piazza Castello giusto in tempo per l’apertura della mostra dedicata a Frank Horvat, ospitata nelle Sale Chiablese dei Musei Reali (visitabile fino al 20 maggio). Non avevo programmato di visitare questa mostra, ma il bello di viaggiare da soli è poter cambiare i propri programmi a piacimento: da tempo non visitavo una mostra di fotografia e questa era l’occasione giusta. L’allestimento è stato curato dallo stesso Horvat, che ci guida nel suo percorso artistico da fotografo di moda a fotografo di vita. Una menzione va alla selezione di scatti di altri fotografi che fanno parte della sua collezione privata.

Horvat, fotografo
Uno dei celebri scatti di Frank Horvat

Mi incammino verso la zona del Quadrilatero Romano, quella serie di viuzze e vicoli che si estendono intorno a Via Garibaldi: questa è un’altra zona che pullula di locali e che merita di essere esplorata in serata, ma io mi godo la sua atmosfera rilassata e sonnacchiosa guardando gli ultimi tulipani dell’orto urbano, reduci da Messer Tulipano una manifestazione che ogni primavera colora Piazza Emanuele  Filiberto con oltre 3500 tulipani. Anche questo è uno dei tanti segnali di cambiamento della città di Torino. Nella zona del Quadrilatero da segnalare il MAO, Museo di Arte Orientale.

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Scorcio di Via Pietro Micca con il suo palazzo d’angolo che ricorda il Flat Iron newyorkese

Proseguo fino al Santuario della Consolata, attraverso Piazza Savoia dove svetta un obelisco egiziano e ritorno nella zona di Via Milano per godermi un brunch davvero speciale. Sazia mi avvio verso l’ultima tappa del mio viaggio in solitaria a Torino: le OGR. Prendo un tram che mi porta fino al Politecnico e raggiungo a piedi Corso Stati Uniti dove le Officine Grandi Riparazioni una volta si occupavano di riparare locomotive e treni. Questo spazio è stato oggetto di un grandioso progetto di riqualificazione: mantenendo il suo valore e la sua struttura di archeologia industriale ora ospita mostre, eventi, librerie e nello snodo, la sua parte centrale, è stata creata un’area di ristorazione davvero unica. Sono rimasta affascinata da ogni dettaglio di questo progetto, dal meccanismo di apertura dei bagni, alle vetrate colorate, dallo spazio esterno a onde che si trasforma in un parco giochi per i bambini alle sculture contemporanee in ferro. Ne ho approfittato per vedere l’installazione NewsRoom curata da La Stampa, un’immersione sensoriale nelle notizie. Potrete selezionare alcune parole chiave legate ad una tematica (immigrazione, lirica, intelligenza artificiale) e nello spazio dedicato vi troverete letteralmente circondati da video che racconteranno in pochi minuti la parola scelta.

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Alcune delle sculture luminose in ferro che decorano lo Snodo, la parte centrale delle OGR dedicata alla ristorazione

Le OGR si trovano sul limitare del quartiere di Crocetta, una zona molto più borghese, silenziosa e tranquilla rispetto agli altri quartieri che abbiamo esplorato finora: potrete passeggiare sotto i ciliegi ammirando villini liberty e abitazioni con giardino. In questa zona troverete la Galleria GAM di Arte Moderna. Ritorno alla Stazione di Porta Nuova e mi perdo nella Libreria Feltrinelli, mentre aspetto che arrivi il mio treno.

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Questa foto mi ricorda tantissimo la “mia Germania”: Torino e’ sicuramente la citta’ italiana che piu’ somiglia a Lipsia per fermento creativo.

Torino ha saputo stupirmi e farmi innamorare come la prima volta: per me rimane una città magica e affascinante, aristocratica e alternativa, ottocentesca e futurista. Tante anime, come i suoi quartieri, che non possono lasciare indifferente e che mi fanno già desiderare di tornare.

Se stai cercando qualche consiglio su dove mangiare a Torino, qui trovi il post con i 6 + 3 posti da non perdere: dalla colazione alla cena un tour gastronomico nella capitale sabauda.

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53 Comments

  1. Sono stata a Torino per lavoro, ma non sono mai riuscita a dedicare del tempo per la visita della città… devo rimediare! Potrei iniziare con questo bell’itinerario!

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    1. Sono contenta che il mio itinerario ti abbia incuriosito: Torino offre davvero moltissimo e se si vogliono visitare alcuni musei oppure vedere le regge sabaude nei dintorni si puo’ trascorrere qui anche una settimana senza mai annoiarsi. Ma gia’ in un weekend si riescono a vedere moltissime cose ed innamorarsi di questa citta’.

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  2. Ho trascorso tre piacevolissimi giorni a Torino alcuni anni fa in occasione di un corso che manager aveva proprio nel capoluogo piemontese. Mentre lui era al corso io mi sono goduta la città completamente a piedi (fatta eccezione per un paio di tappe) e devo ammettere che mi ha molto sorpresa, non la immaginavo così bella!

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  3. Molto bello e interessante questo tuo itinerario per Torino in solitaria! Non sono ancora stata in questa città, potrebbe essere la giusta occasione per andare a scoprirla 🙂

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  4. In qualità di torinese non posso che approvare il tuo giro turistico, davvero completo per scoprire il centro e le maggiori caratteristiche della città! Mi è solo spiaciuto non essere libera il weekend della tua visita, spero ci saranno altre occasioni 🙂

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  5. Torino è una città che ho sempre visto di corsa, venivo per lavoro, quindi con il tempo sempre risicato, non è detto, visto questo bel itinerario, che decida di imitarti!

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  6. Torino è una città che sogno di visitare da anni ma non so bene perché ho sempre rimandato. Mi hai riacceso la scintilla e devo dire che questo tour “insolito” mi è piaciuto tantissimo quindi salvo il tuo articolo perché sono sicura che mi sarà utilissimo ❤️Grazie!!!! Sylvié

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  7. Wow hai girato come una trottola! Io sono stata solo 2 volte a Torino ma mi piace tanto e tornerei volentieri. Seguiro questo tour la prossima volta!

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  8. Complimenti una bellissima descrizione della mia città! Hai toccato luoghi a me cari e che consiglio sempre di visitare, come il mercato di Porta Palazzo che ti permette d’immergerti nel quotidiano dei torinesi.

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