#Primoviaggioestero – La Norvegia con il Lions Rotary Club

#primoviaggioestero, norway

Dopo la bella iniziativa sui #Viaggi90 (qui trovate il mio post), la community di “Travel Blogger Italiane” capitanata da Paola di Pasta Pizza Scones ha lanciato un nuovo post di gruppo: stavolta parliamo del #primoviaggioestero.

Visto che avevo già raccontato le mie prime vere esperienze oltre confine, la scelta non poteva cadere che sul primo viaggio che ho fatto da sola l’estate del 2000 quando avevo da poco compiuto diciotto anni. Grazie alla mia professoressa di inglese del liceo, ero stata selezionata per partecipare gratuitamente ad uno scambio organizzata dal Lions Rotary Club in Norvegia di ben tre settimane.

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Un altro paesaggio mozzafiato della natura norvegese.

Il Lions International e il Rotary Club sono circoli molto esclusivi con scopi umanitari e sociali a cui si accede solo su un invito. Tra le varie attività organizzano e promuovono scambi in famiglia per giovani nei quattro angoli del pianeta, ed io ero stata selezionata per partecipare proprio ad uno di questi scambi. Insieme a me è partito un ragazzo di Milano, Lorenzo, figlio di un direttore di banca, che a 18 anni aveva già una sfilza di timbri sul passaporto che io ad oggi non sono nemmeno riuscita vagamente a raggiungere. La sua abitudine a viaggiare e la sua cordialità hanno rassicurato i miei genitori quando mi hanno lasciato ai controlli di sicurezza dell’aeroporto di Linate in una soleggiata mattina di luglio.

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Dal mio album fotografico: una tipica vista sulle casette colorate nel porto di Bergen.

Dopo un veloco scalo ad Amsterdam, siamo atterrati a Bergen meta del nostro viaggio. Una volta radunato l’eterogeneo gruppo che per la settimana successiva sarebbe stato la mia famiglia, siamo partiti direzione Parco Nazionale Hardangervidda. Siamo stati accolti in una specie di casa ostello rosso fiammante ed abbiamo iniziato a conoscerci: denominatore comune l’inglese e l’età. Le provenieneze erano invece le più disparate: due texani, una svedese, una finlandese, un francese che amava i Metallica, una turca, un olandese, due estoni; a farci da accompagnatori e “tutor” un gruppo di studenti universitari norvegesi.

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Foto di gruppo davanti alla casa che ci ha ospitato per una settimana nell’Hardangervidda.

Così è iniziata una sorta di settimana alla Grande Fratello, visto che passavamo tutto il nostro tempo insieme e in quel parco naturale, al di là di qualche escursione quando il meteo si ricordava che era luglio, non c’era un granchè da fare. Cucinare insieme, intavolare qualche discussione e fare giochi di società erano i nostri passatempi principali. Ed esplorare i dintorni quando il tempo lo permetteva: ricordo un’escursione a vedere una famigerata cascata e soprattutto l’ultima notte passata nella natura selvaggia.

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Ecco il nostro accampamento a conclusione della settimana insieme nel Parco Nazionale dell’Hardangervidda.

Al termine della settimana è stata infatti organizzata una notta in tenda stile campo indiano per vivere appieno un’esperienza 100% in stile vichingo: dopo aver camminato per qualche ora nel parco, siamo arrivati al nostro accampamento, abbiamo fatto una grigliata, abbiamo cantato con la chitarra attorno al falò e ci siamo difesi dai mosquitos che al tramonto infestano per un’ora la zona.

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Camminare in mezzo alla natura selvaggia: lo scambio in Norvegia è stata una grande occasione di crescita conoscendo altre culture.

Nelle due settimane successive sarei stata ospite di due famiglie davvero accoglienti che mi hanno fatto scoprire ancora di più la vita quotidiana in Norvegia. Anche sono già passati 18 anni (ommioddio!) ricordo ancora l’ebrezza di fare il bagno in un fiordo e le girelle alla cannella fatte in casa. Nella seconda famiglia non parlavano inglese, quindi la comunicazione era più ostica e tutta mediata attraverso la ragazza svedese che era ospite insieme a me. Ogni famiglia norvegese che si rispetti ha almeno un’imbarcazione e nel finesettimana, o la sera dopo lavoro, un giro nei fiordi è un must. I norvegesi amano stare all’aria aperta e d’estate passano tutto il loro tempo libero a contatto con la natura. Un’altra cosa che mi è rimasta stampata nella memoria è il bidet con rubinetti laccati, un bene più unico che raro a quelle latitudini, ma il secondo “papà” era idraulico e aveva deciso di importare questa “stramberia italiana”.

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Fare il bagno nei fiordi è un must per chi visita la Norvegia, anche se l’acqua è piuttosto frizzantina.

Durante l’ultima settimana sono riuscita a visitare Bergen insieme agli altri ragazzi dello scambio e mi è piaciuta moltissimo: le sue casette colorate affacciate sul fiordo, il mercato del pesce con i sandwich al salmone, un parco verdissimo in cui noi ci eravamo spiaggiati a godere le miti temperature estive norvegesi ed una vista sulla baia davvero mozzafiato.

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Un giro in barca nei fiordi è uno dei passatempi preferiti dei Norvegesi in estate.

Sono passati 18 anni, ma quella prima esperienza da sola all’estero mi è rimasta appiccicata addosso: la Norvegia, sospesa tra l’acqua, le montagne e la natura selvaggia, è stata una terra molto accogliente e non potrò mai ringraziare abbastanza la mia professoressa e il Lions Club per avermi permesso di partecipare a questo scambio. Vivere a stretto contatto con altri ragazzi di tante nazionalità è stata un’esperienza straordinaria che mi ha aperto agli altri ed ha fatto crescere ancora di più la mia passione per il viaggiare.

Se siete curiosi di leggere altri racconti sulle prime esperienze all’estero, cercate l’hastag #primoviaggioestero (a breve sarà disponibile un post riepilogativo qui). Raccontatemi nei commenti la vostra prima esperienza all’estero!

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36 Comments

  1. Wow ma che meravigliosa esperienza!
    La Norvegia mi attira un sacco e mi piacerebbe vederla prima o poi 🙂
    E’ stato bello leggere di questo tuo scambio interculturale 😉

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    1. Grazie Federica! Questo scambio e’ stato davvero una bella esperienza e mi ha fatto molto piacere ricordarlo e scriverne. La Norvegia e’ sicuramente una bellissima meta per un viaggio on the road in mezzo alla natura.

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  2. Che esperienza incredibile! Sei stata davvero fortunata ad avere un’occasione simile! Cosa avrei dato io per fare altrettanto… Mio padre ha paura dell’aereo, perciò per il mio primo viaggio all’estero ho dovuto aspettare la gita a Barcellona in quarta superiore. Eravamo poche ragazze, io e una mia cara amica, più diverse compagne che non brillavano per simpatia (e che, come scopo principale, non avevano certo la visita della città)… Ma alla fine è stata una bella esperienza, nonostante le 14, interminabili ore di pullman. Me la ricordo sempre con il sorriso.

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  3. Che bella esperienza dev’essere stata! Mi incuriosisce la Norvegia, prima o poi andrò a visitarla! Io alle superiori ero andata a Praga, tipica meta per quell’età!Eh eh…

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  4. Questo sono quelle esperienze che secondo me ti danno un quid in più! Hai fatto benissimo a cogliere l’occasione ed a scoprire questa parte così affascinante del
    Globo. Mi attirano moltissimo le aree del nord Europa e spero presto di poterle vedere di persona!

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