Come fare un’esperienza gratuita all’estero con il Servizio Volontario Europeo

Servizio Volontario Europeo SVE EVS

Tutti hanno un’idea ben precisa di cosa sia un Erasmus, ma se parlo di Servizio Volontario Europeo, SVE o EVS alla maggior parte delle persone spunta un bel punto interrogativo in faccia. Dopo aver intervistato Paola Bertoni per parlare del suo ebook “Piccolo Manuale sull’Aspettativa” sulla sua esperienza di un anno all’estero, mi si é accesa una sorta di lampadina stile Archimede. Perché non scrivere un post sul Servizio Volontario Europeo?

Sono passati ormai 13 anni da quando sono partita per quell’avventura straordinaria, ma questo programma finanziato dalla Commissione Europea esiste ancora ed é uno strumento straordinario ed ancora poco conosciuto in Italia. Anzi lo SVE quest’anno compie 20 anni e gode di ottima salute.

Servizio Volontario Europeo SVE EVS
La squadra dell’ NDK, l’associazione che mi ha ospitato durante il mio SVE, in un trofeo di calcetto

Se pensate ad un’esperienza all’estero tra i 20 e i 27 anni, la prima parola che vi verrá in mente sará Erasmus, seguita da vacanza (vacanza studio per i piú giovani, Interrail per quelli della mia generazione inizio anni 80). I piú temerari si lanceranno nella ricerca di un lavoro all’estero magari con Workaway o di un soggiorno come ragazza alla pari, per le gentil donzelle. Nella totalitá di questi casi, almeno in una fase iniziale, dovrete sborsare un discreto gruzzoletto di tasca vostra, in proporzione variabile a seconda della meta e del tipo di esperienza che volete fare.

Se vi dicessi che potete partire gratuitamente per un periodo fino a 12 mesi partecipando ad un progetto di volontariato per un’organizzazione No profit? Sembra una favola ed invece é vero!

Se avete fra i 17 e i 30 anni e siete cittadini europei, potete presentare la vostra candidatura per diventare un volontario europeo presso tutti i progetti inseriti nel database ufficiale di European Youth Portal.

Ogni progetto ha una durata specifica (dai 3 ai 12 mesi) e delle tematiche ben precise: ambiente, educazione, integrazione, cultura, cittadinanza europea, salute e molto altro ancora. Gli accordi di cooperazione si continuano ad ampliare ed includono molti altri Paesi oltre a quelli dell’Unione Europea.

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Foto di una volontaria felice (cioé io) al Cospudner See vicino a Lipsia.

Il servizio volontario europeo é un programma di volontariato internazionale completamente gratuito e finanziato dalla Commissione Europea per migliorare le competenze dei giovani.

Che cosa comprende:

  • Copertura completa dei costi di vitto e alloggio del volontario;
  • Rimborso delle spese di un viaggio di andata e ritorno (con massimale);
  • Assicurazione sanitaria completa;
  • Formazione linguistica.

Avrete inoltre la possibilitá di partecipare a dei corsi di formazione pre partenza e durante il vostro progetto per conoscere altri volontari, avere un’introduzione al modo di vita del paese che vi ospiterá, acquisire competenza di mediazione interculturale. Ci sará un tutor che vi seguirá per la parte burocratica e, a seconda del progetto e del Paese, avrete un piccolo pocket money mensile.

La mia esperienza come Volontaria Europea

Quando ho sentito parlare per la prima volta di Servizio Volontario Europeo stavo facendo l’universitá a Torino e mi sono venuti subito gli occhi a forma di cuore. Ho sempre sognato di fare un’esperienza lunga all’estero, ma non volevo pesare troppo sulla mia famiglia che giá mi stave mantenendo come studente fuori sede. Preferivo mettere la parola fine alla mia laurea triennale e vivere all’estero prima di decidere cosa volevo fare da grande (quello a dir la veritá non lo so ancora bene nemmeno adesso).

Servizio Volontario Europeo SVE EVS
Vista dalla mia camera su Wurzen. Le cittá di provincia ci permettono di conoscere davvero la cultura di un Paese.

Ho cercato le prime informazioni su internet ed ho scoperto che a Torino l’ufficio Informagiovani era Ente d’invio per lo SVE. Trattandosi di un programma finanziato dalla Commissione Europea, non si puó fare tutto da soli ma bisogna appoggiarsi ad un’organizzazione accreditata che possa occuparsi della parte burocratica per noi. E vi assicuro che é un bel vantaggio, oltre che una tutela nei confronti di chi deve partire. Una volta ricevute le prime informazioni, ho iniziato a far passare come il riso il database dei progetti per scegliere quelli a cui inviare la mia candidatura. Mi sono focalizzata sui Paesi di cui conoscevo giá la lingua (Francia, Germania, Austria, Inghilterra e Irlanda) e sulla tematica (nel mio caso progetti in ambito culturale): una volta fatta la prima scrematura ed essermi letta la scheda del progetto e dell’associazione che mi avrebbe ospitato, ho inziato ad inviare candidature a go go. Per la candidature sono richiesti il proprio curriculum ed una lettera motivazionale in inglese (o nella lingua del Paese).

Ricordo ancora l’emozione quando ho ricevuto un’email dalla Germania per fissare una sorta di intervista telefonica: a casa dei miei genitori non c’era il cordless quindi sono stata seduta per terra nella loro camera da letto per piú di mezz’ora a parlare con Doreen, la coordinatrice dell’associazione NDK Netzwerk fuer Demokratische Kultur.

Mi sono laureata a febbraio ed il 5 aprile 2004 sono partita per Wurzen, una cittadina in mezzo alla Sassonia, nel cuore di quella che era (ed é ancora) la Germania Est.

Servizio Volontario Europeo SVE EVS
Lavori in corso presso D5, la nuova sede dell’associazione NDK. Durante il mio SVE ho dato una mano nei lavori di ristrutturazione.

Per me quei 12 mesi trascorsi in Germania sono stati un’esperienza indimenticabile e non avrei potuto essere piú fortunata nella scelta del progetto e dell’associazione che mi ha ospitato. Mi sono occupata di piccole iniziative culturali come il cinema all’aperto, la documentazione delle loro attivitá contro il razzismo e l’estremismo di destra, l’organizzazione di alcune serate sull’Italia, la creazione di alcuni cortometraggi sulla nostra esperienza da volontari, e in parte minore ho aiutato nei lavori di ristrutturazione della nuova sede dell’organizzazione D5.

Ma soprattutto ho vissuto un’esperienza straordinaria dal punto di vista umano, conoscendo non solo un’altra cultura, ma soprattutto stringendo amicizie che durano ancora a distanza di 13 anni.  E all’epoca non c’erano Facebook, Whatsapp, Instagram o tutti gli strumenti che abbiamo per mantenerci in contatto oggi. Quest’estate sono tornata a Lipsia per rivedere alcuni amici che ancora vivono lá e l’emozione é stata sempre la stessa.

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Sophie ed io con lo sfondo della Semperoper di Dresda. C’é stato un periodo in cui lei é stata la cosa piú vicina ad una sorella che io abbia mai avuto.

In quell’anno é nato inoltre il mio primo blog Ingirovagando, di cui vi parlavo in questo post, ed ho attraversato la Germania in lungo e in largo. Sono stata ben 4 volte a Berlino, ho battuto palmo a palmo Neustadt a Dresda, ho scoperto cittadine minori dai nomi pieni di consonanti e ho fatto una vacanza a Parigi da un mio caro amico che era in Erasmus. Non facevo in tempo ad arrivare nella mia casetta che era giá ora di ripartire: per una serata a Lipsia, per un seminario o per un weekend a casa di altri volontari.

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Durante il mio anno in Germania ho viaggiato moltissimo e una delle mie cittá preferite é Dresda. Vista dell’Altstadt dal fiume Elba.

Se partirete, stará a voi decidere come rendere quell’anno o quei mesi un’esperienza indimenticabile.

Spero di avervi incuriosito e soprattutto di aver fornito uno spunto a chi vorrebbe partire per un’esperienza all’estero ma non sa da dove iniziare. Se avete delle domande o delle curiositá, lasciate un commento e saró felice di raccontarvi la mia esperienza o darvi qualche informazione in piú.

Allora cosa state aspettando? Ecco i due siti ufficiali sul Servizio Volontario Europeo:

www.serviziovolontarioeuropeo.it (portale italiano)

www.europa.eu (portale europeo)

Un consiglio: non focalizzatevi solo sulle mete piú popolari (come Londra o Berlino), che sono ovviamente anche le piú richieste, ma cercate un progetto che vi interessi davvero. É piú facile scoprire la vera anima di un Paese vivendo in una cittadina di provincia, che non nella sua capitale.

P.S. le foto di questo post sono tutte original anni 2005 – 2006 scattate con una reflex manuale, stampate (beata Germania che stampare le foto costava un nonnulla) e scannerizzate sempre in quegli anni in cui la tecnologia era qualche passo piú indietro. Requiem per la qualitá non proprio elevata.

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55 Comments

  1. Bellissimo post su un’iniziativa che non è molto conosciuta dai giovani e che invece merita molto! Dando un’occhiata al loro sito ho visto che spesso ti mandano in paesi in via di sviluppo, quindi si entra in contatto con realtà MOLTO lontane dalla nostra! È un’esperienza a tutto tondo!

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  2. Davvero un’esperienza interessante! A me sarebbe piaciuta farla, ma quando avevo l’età giusta avevo già un lavoro vero quindi ho dovuto aspettare di poter prendere aspettativa per vivere il mio anno all’estero 🙂

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  3. Bell’articolo, complimenti! Anch’io ho fatto lo SVE, nell’ormai lontano 2007. 🙂 Ho scelto questo programma per gli stessi motivi: non volevo pesare sulle tasche dei mie genitori ma sentivo che volevo fare un’esperienza all’estero… che poi ha finito per rivoluzionare la mia vita. 😀 Io feci 7 mesi a Dublino in un’associazione che coordina campi di volontariato. Un’esperienza molto formativa che mi ha permesso di approfondire l’inglese, e che poi a sua volta mi ha permesso di trovare lavoro all’estero. Chi se lo sarebbe aspettato che mandare quell’application avrebbe avuto così tante ripercussioni (positive) sulla mia vita? 😉

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    1. Se vuoi (e puoi) prenderti un anno per te, io ti consiglio vivamente di prendere in considerazione questa opportunita’. Se poi ti servisse qualche informazione in piu’, contattami pure. Ne parlo sempre molto volentieri.

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  4. Che avventura meravigliosa, davvero difficile da dimenticare. Alcune amicizie che nascono durante questi mesi non muoiono mai, così come tutte le cose che si imparano e le emozioni che si vivono. Bellissimo post, davvero un ottimo suggerimento per chi vuole fare un’esperienza all’estero. Tutte le esperienze di Erasmus+ servono per crescere e portare un po’ di mondo dentro di noi 😀

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  5. Che esperienza meravigliosa! Non la conoscevo davvero. Io ormai sono vecchietta, ma se conoscessi qualcuno con il desiderio di fare un’esperienza all’estero non esiterei a consigliare questa possibilità!

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  6. non so perchè stupidamente quando ho avuto occasione di poterlo fare non l’ho fatta! Invito tutti i giovani a provare perchè esperienze cosi servono e sono utili a conoscere il mondo=)

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  7. Che post interessante! Ricco di spunti utili e completi per far conoscere questa possibilità poco sponsorizzata.. Mi piacerebbe provare un’esperienza simile 🙂

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  8. Che bella esperienza! Interessante anche oggi, anzi forse soprattutto oggi. Nostro figlio ha ancora qualche anno davanti a sé per fare delle scelte, ma mi sembra un’ottima idea. Grazie per le informazioni utili.

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  9. Ciao, io ho fatto l’erasmus ma non il volontariato all’estero. E ti diro, mi sono pentita di non averlo potuta fare. Deve essere davvero un’esperienza gratificante. Faró leggere questo tuo post ai miei nipoti, magari si convinceranno a farla!

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  10. Hai vissuto un’esperienza stupenda!!! Mi emoziono quasi a leggere le tue parole piene di entusiasmo. Con un Erasmus e un Workaway alle spalle, conosco bene quell’entusiasmo e quelle emozioni. Grazie per aver condiviso queste informazioni, effettivamente non se ne sente parlare molto e non capisco come mai 🙂

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  11. Non conoscevo per niente questa possibilità…Averlo saputo prima…
    Chissà se fra 15 anni, quando saranno grandi i mieie figli, ci sarà ancora. Io intanto mi segno tutto 🙂

    Grazie.

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    1. Pensa che da quest’anno per i 18enni c’e’ anche la possibilita’ di richiedere il Pass Interrail gratuito. Anch’io segno tutto e spero che queste opportunita’ ci saranno anche quando mio figlio sara’ piu’ grande.

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  12. Bellissima esperienza quella del volontariato all’estero: purtroppo ora sono fuori età e mi sto mangiando le mani per non averlo fatto (dopo che una mia amica mi ha parlato della sua esperienza a Malta!).

    Credo sia da rendere obbligatorio dopo gli studi e prima della ricerca di un lavoro: è una di quelle esperienze che ti insegnano tanto. E mi hai fatto venire nostaglia di Dresda: ci ho vissuto per 3 mesi!

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  13. Hai raccontato di un’esperienza che avrei voluto fare con tutto il cuore, ma tra Erasmus, lavoretti vari e voglia di star vicina al fidanzato non mi sono lanciata (però ho fatto piccole esperienze di volontariato in mobilità, ed è stato altrettanto bello!). Mi sarei voluta occupare o di ambiente, oppure degli ambiti che hai descritto tu (cinema all’aperto, eventi, integrazione culturale…). Ci hai messo il cuore in questo resoconto e credo che basterebbe per convincere gli indecisi a partire! Se poi le tue amicizie reggono ancora, ancora meglio! Ps: ricordo anch’io quanto poco costasse stampare le foto in Germania… davo interi rullini al fidanzato che era in Erasmus a Berlino e li stampava da Rossmann 😀

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