Piacere Piacenza – #LoveMyLand

Riprendo un’iniziativa nata qualche anno fa da un gruppo di blogger per raccontare la propria cittá e il proprio territorio con occhi nuovi. L’hastag #LoveMyLand é una dichiarazione d’amore, ed é ancora piú preziosa quando viene fatta per un luogo meno noto o affascinante. Come la Oderzo raccontata da Martinaway: é proprio grazie al suo post che ho scoperto angoli suggestivi e piccolo dettagli di una cittadina di provincia, di cui ho spesso sentito parlare ma che rimaneva solo un nome su una cartina.

Siamo abituati ad attraversare ed abitare i luoghi senza guardarli per davvero. Devo ammettere che diventare mamma da questo punto di vista aiuta a cambiare ritmo e sguardo: si iniziano a frequentare luoghi nuovi, come le biblioteche per i bambini, e a vedere tutto ad un’altra velocitá.

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Corso Vittorio Emanuele illuminato dalla luce invernale. Siamo in una delle vie dello shopping.

Io con Piacenza, la mia cittá, ho avuto un rapporto lungo e travagliato, altro che amore a prima vista. Piacenza é in bilico tra l’Emilia e la Lombardia, sospesa sul Po e avvolta dalla nebbia d’inverno e dall’afa d’estate. Una cittá di provincia, di quelle da cui vorresti scappare da adolescente e finisci per tornare quando ti fai una famiglia, perché offre tutto quello di cui hai bisogno. Ho abitato a Torino, in Germania e in un paese sperso in mezzo alla campagna emiliana. Ma alla fine sono sempre tornata a Piacenza: é un posto da cui sento il bisogno impellente di partire, se inizio a fermarmi troppo a lungo, ma dove in un qualche modo mi trovo sempre a tornare.

Dal carattere schivo, Piacenza rivela piccoli attimi di bellezza a chi decide di provare a conoscerla. Io amo passeggiare senza meta tra le strade selciate del centro e sbirciare dentro i cortile dei palazzi: alcuni nascondono scalinate nobiliari, altri giardini segreti. Il suo fascino discreto passa spesso in secondo piano perché offuscato dalla bellezza pulita delle valli o di certi borghi come Bobbio o Castell’Arquato.

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Uno dei meravigliosi cortili privati di Piacenza. Questo e’ il palazzo Anguissola in Via Roma.

Ma se vi capita di passare da queste parti, datele una possibilitá, non ve ne pentirete. Vi accompagno in una passeggiata attraverso il piú classico dei giri da turista: partendo dal cuore della cittá Piazza Cavalli, si imbocca la via dello shopping via XX settembre intravedendo giá da lontano il Duomo romanico. Nel 2017 il Duomo ha ospitato una mostra sul Guercino che ha attirato visitatori da tutta Italia, cercando di togliere una certa patina di provincialitá alla cittá. Piazza Duomo é circondata dai portici su due lati ed alla sua destra, percorrendo via Chiapponi, lascia spazio alla Basilica di Sant’Antonino con la sua torre ottagonale ed al Teatro Municipale, costruito come una piccola Scala in miniatura.

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Uno scorcio diverso dal solito del Duomo di Piacenza

Se amate le architetture dei palazzi nobiliari potete tornare sui vostri passi e percorrere via Roma dove troverete Palazzo Anguissola, Palazzo Costa e Palazzo Ghizzoni Nasalli, solo per citare i piú famosi. Dovete sapere che Piacenza é famosa per essere la cittá delle tre C: chiese, caserme e conventi. Caserme e conventi sono ormai quasi tutti tristemente chiusi, mentre le chiese continuano ad essere un’attrazione interessante per gli appassionati di architettura sacra. Oltre al Duomo e a Sant’Antonino, il mio consiglio é di visitare la Basilica di Santa Maria di Campagna, chiesa rinascimentale impreziosita dagli affreschi di Antonio Sacchi detto “Il Pordenone”. Questa basilica sorgeva al limitare tra la cittá e la campagna e torna alla ribalta una volta all’anno il 25 marzo per il millenario “Ballo dei Bambini”. Questa antica tradizione risale al Concilio indetto da Papa Urbano II nel 1095 e prevede che i bambini vengano sollevati uno ad uno da un frate ed “offerti” idealmente alla Vergine Maria. Quando ero bambina ricordo che si faceva la fila per essere sollevati in cielo, finché biosgnava passare per sopraggiunto peso massimo.

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La Torre ottagonale della Basilica di Sant’Antonino si trasforma in un mulino a vento grazie alle luci di Natale

Per gli appassionati di musei, due sono le tappe obbligatorie: la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, una collezione privata principalmente di ritratti e paesaggi donata poi al Comune; il museo di Palazzo Farnese, ospitato nella fu residenza della famiglia Farnese, che governó la cittá dal Cinquecento al Settecento. Qui si spazia dalle opere d’arte all’archeologia, dalle armi alle carrozze; tra i suoi “pezzi forti” un tondo di Botticelli e il fegato etrusco, con cui gli aruspici prevedevano il futuro ai nostri antenati.

C’é un ultimo luogo a cui io sono particolarmente legata: la Muntá di Rat (la salita dei ratti), una scalinata in una zona popolare che a me ricorda tantissimo Montmartre. Sará che ci venivo da bambina in motorino con mio zio, o che ho frequentato spesso il pub a metá scalinata, per me questo luogo conserva un fascino romantico incredibile.

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I portici di Piazza Duomo sono un luogo pieno di vita, soprattutto quando la piazza e’ animata dal mercato. Questa foto é stata pubblicata sul quotidiano locale nella pagina dedicata ad Igerspiacenza.

Senza saperlo Instagram con i suoi gruppi locali (Ripensandopiacenza, igerspiacenza, ig_piacenza per citarne solo alcuni) sta facendo un’egregio lavoro di promozione di Piacenza e del suo territorio: #LoveMyLand é implicito nella selezione di ogni loro scatto e nelle iniziative collaterali. In particolare vi segnalo lo spazio che il quotidiano locale Libertá dedica ogni domenica a Igerspiacenza: ogni settimana viene proposto un tema e le foto piú belle vengono pubblicate la domenica successiva. Con grande piacere anche una mia foto é stata selezionata e pubblicata per la categoria bianco&nero.

Per oggi terminiamo qui il nostro giro storico culturale alla scoperta di Piacenza, se avete un certo languorino non rimarrete delusi: la scelta sul dove e cosa mangiare é davvero ampia e sempre di qualitá.

Se volete scoprire le prelibatezze locali, ammirare palazzi o capolavori artistici o se siete di passaggio verso altre mete, fermatevi qualche ora a Piacenza. E quando ripartirete spero possiate dire, Piacere Piacenza! Se volete raccontare la vostra cittá vista con gli occhi di un local, utilizzate l’hastag #LoveMyLand, saró felice di scoprire luoghi nuovi da un punto di vista privilegiato.

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47 Comments

  1. Mi è davvero piaciuto scoprire Piacenza attraverso i tuoi occhi, tanti consigli su cosa vedere e qualche ricordo qua e là. Io non l’ho mai vista, ma ora spero di incontrarla presto di persona.
    Grazie per la citazione, a presto! 🙂

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  2. Devo dire che mi piace molto questa iniziativa #lovemyland e tu sei stata molto brava a raccontarci della tua Piacenza! Grazie per i consigli che metterò sicuramente in pratica se dovessi passare da quelle parti 🙂

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    1. Grazie mille. Se hai voglia di raccontare la tua città o il tuo territorio, usa #lovemyland 🙂 e se passi a Piacenza e hai bisogno di qualche consiglio pratico, mandami un messaggio e sarò felice di risponderti

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  3. È stata davvero una bella esperienza scoprire Piacenza attraverso le tue parole! Racconti molto bene e ho letto tutto d’un fiato! Complimenti:)

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  4. E così hai abitato a Torino!!! Mai stata a Piacenza ma mi hanno detto che è carina e si mangia anche bene!! Le città non troppo enormi mi piacciono poiché appunto sono tutte da scoprire e vivere!!!

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  5. Adoro Piacenza, soprattutto durante il periodo natalizio. Via XX Settembre è veramente accogliente, dal tuo post ho scoperto altri luoghi che dovrò venire a scoprire 🙂
    In effetti sono avvantaggiata visto che abito a circa 30 km di distanza 🙂

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  6. Camminare a testa bassa nella propria città credo sia davvero molto comune… Io lo facevo sempre, presa dalle mille incombenze quotidiane che mi facevano girare come una trottola senza godermi ciò che avevo intorno.
    Ora mi sono ripromessa di alzare lo sguardo, fermarmi, osservare più da vicino e mi sono resa conto che di Milano, la mia città, conosco proprio poco.
    I tanto criticati turisti sono molto più curiosi e attenti; dovremmo imparare ad essere turisti anche a casa nostra, smettendo di dare tutto per scontato!

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  7. Io sono un’emiliana “d’adozione”. Sono veneta di nascita e vagabonda per crescita. Vivo in Emilia da una decina d’anni e, solo negli ultimi due, ho iniziato a scoprire Piacenza e, soprattutto, la sua provincia. Per me è uno dei pezzi più belli d’Emilia!

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    1. Io invece sono emiliana d’origine ma veneta d’adozione, grazie alle frequenti trasferte con il mio compagno. Se capiti da queste parti e ti serve qualche consiglio pratico sul dove mangiare o cosa visitare, contattami pure 🙂

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