Quando la mamma torna al lavoro: Nido, Tagesmutter o Nonni?

Faccio una premessa: da quando sono diventata mamma mi é diventato chiaro e cristallino che ogni famiglia, ogni bambino, ogni coppia hanno delle dinamiche interne che fanno funzionare quella rete di rapporti, e quello che va bene per Lia, mamma di Asdrubale, non necessariamente potrá funzionara per Sonia, mamma di Ludmilla. Quindi meglio sospendere il giudizio. Il che non significa che non ho una mia opinione su determinati argomenti, bensí che io mi mi sono cucita addosso quella opinione prendendo le misure su di me, mio figlio e la nostra famiglia. E da parte tengo sempre ago e filo per eventuali rattoppi o modifiche.

Detto questo, vorrei raccontarvi che cosa é successo quando io sono dovuta rientrare al lavoro al termine della maternitá. Prima o poi arriva per (quasi) tutte quel momento.

Per noi mamme lasciare il nostro pargoletto dopo aver vissuto in simbiosi con lui per alcuni mesi non é sempre facile. Per la testa ci passano mille pensieri: Mangerá-Dormirá-Mi riconoscerá quando torno-Stará bene anche senza di me? Passata la normale fase di adattamento, per entrambi, vedrete che la situazione potrá solo andare in saliscendi. L’importante é che vi fidiate della persona / delle persone che si occuperanno di lui: se non siete convinte al 100% che quella sia la soluzione giusta per voi, é meglio valutare un’alternativa.

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Passo dopo passo imparo a camminare da solo

Io ho scelto (ed ho avuto la possibilitá) di godere di tutta la maternitá facoltativa, ho quindi iniziato ad informarmi sul da farsi quando il mio bambino aveva 4/5 mesi, ma quando ero incinta il mio compagno ed io avevamo giá fatto una nostra prima scelta e ci eravamo confrontati con i miei genitori (i miei suoceri vivono a 320 km da noi). Abbiamo preso in considerazione tre soluzioni per l’accudimento del nostro bambino: asilo nido, tagesmutter e nonni. Vi racconto i pro e i contro di ognuna, spero che possa esservi utile.

  1. I NONNI

I miei genitori non sono giovanissimi e soprattutto non sono in ottima forma, quindi non mi sembrava giusto affidare loro la gestione a tempo pieno di un bambino. Ho sempre pensato che i nonni debbano fare i nonni, e i genitori debbano fare i genitori. Preferivo che il mio bambino fosse a contatto con altri bambini e si confrontasse con dei modelli di riferimento piú vicini all’etá di mamma e papá. I miei genitori sono in ogni caso presenti ogni giorno nella vita del nipotino, perché lo vanno a prendere all’asilo e lo tengono finché non arrivo e sono stati una manna dal cielo occupandosi di lui quando era ammalato.

PRO: fiducia, costo zero, flessibilitá

CONTRO: salute/etá, scarso contatto con gli altri bambini, spazi non sempre a misura di bambino

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I nonni sono insostituibili compagni di giochi

Per noi era chiaro fin dall’inizio quindi che le opzioni sarebbero state due: asilo nido o tagesmutter.

  1. ASILO NIDO

Il mio piccolo terremoto é andato al nido a 13 mesi: essendo nato in agosto l’inizio dell’anno scolastico calzava a pennello. Siamo stati accettati in un nido privato convenzionato con il comune. Quando é stato il momento di fare la domanda abbiamo valutato i seguenti aspetti: posizione (comoda per noi e per i nonni), organizzazione della struttura (ambiente accogliente, maestre affabili, spazi all’aperto, attivitá proposte), convenzione con il comune (giá cosí la retta era un salasso, figurarsi a dover pagare quella da privatista). Mediamente, a seconda della fascia di etá del bambino, cambia il rapporto numerico tra educatrice e numero di bambini: nella classe del mio bambino c’erano mediamente 14 bambini con due educatrici.

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Giocando con la lavagna luminosa e la farina gialla all’asilo nido

Non vi nascondo che il primo anno di nido per noi é stato un calvario: una malattia via l’altra in maniera ininterrotta. Nulla di terribilmente grave, ma é stata comunque una situazione tanto impegnativa quanto stressante in certi momenti. Comunque siamo sopravvissuti armandoci di santa pazienza e facendogli fare dei lunghi periodi a casa per cercare di farlo riprendere tra una malattia e l’altra.

PRO: spazi e attivitá a misura di bambino, flessibilitá (a pagamento, gli orari degli asili non sono sempre uguali), struttura ufficiale (standard da rispettare)

CONTRO: costo (se comunale piú abbordabile), graduatoria (non ci sono posti per tutti), malattie

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Sperimentando con i vari materiali all’asilo nido

 

  1. TAGESMUTTER

Forse qualcuno di voi non ha mai sentito la parola Tagesmutter: viene dal tedesco e significa “Mamma di Giorno”. In Italia questa iniziativa é piú nota come Nido in Famiglia o Micronido ed ha iniziato a diffondersi negli ultimi anni. A Piacenza, dove abitiamo, il servizio Tagesmutter é gestito dalla Cooperativa l’Arco da molti anni, delle vere professioniste nel settore dell’educazione. Non ci si puó improvvisare Tagesmutter: ci sono delle regole ben precise, e l’accordo viene regolato da un contratto vero e proprio. Una Tagesmutter accoglie nella sua casa fino a 5 bambini da 0 a 14 anni, ha degli spazi dedicati ed un orario flessibile da concordare con la famiglia. Una Tagesmutter puó accudire bambini di etá diverse: lo scambio tra grandi e piccoli diventa fonte di confronto e crescita.

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Impastando la pizza alla Festa di Primavera delle Tagesmutter L’Arco

Ogni Tagesmutter ha poi la sua cifra specifica: quando ho conosciuto Laura, la ragazza che si é occupata del mio bimbo, é scattata subito l’intesa. Condivido il suo approccio di vita all’aria aperta, di coinvolgimento nella quotidianitá e di attivitá creative. La Tagesmutter é stata quindi il primo contatto con il mondo del mio bambino quando io sono rientrata al lavoro. Aveva 9 mesi e ci siamo trovati cosí bene che nelle estati successive siamo tornati per vivere una specie di centro estivo su misura fatto di piscina, gite e tante attivitá all’aperto per un piccolo gruppo di bambini. Non mi piace l’idea che il mio bambino passi anche il mese di luglio al chiuso di un asilo. Per dovere di cronaca vi dico che poco dopo aver iniziato l’inserimento dalla Tagesmutter ci siamo fatti una super febbre che ha mandato allegramente a monte la nostra prima (e ultima) vacanza in un family hotel.

PRO: spazi e attivitá a misura di bambino, ambiente famigliare, flessibilitá, piccolo gruppo

CONTRO: piú costoso di un asilo nido (se usato a tempo pieno), l’organizzazione é piú informale, pasti e pannolini non sono inclusi

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Una mattina alla settimana é dedicata alla piscina con la Tages Laura

Noi non abbiamo mai valutato l’idea di una babysitter a tempo pieno per il costo (volendo fare un contratto in regola con dei contributi pagati diventa antieconomico) e perché preferivamo che il nostro bambino fosse a contatto con altri bambini.

Per fortuna non ho avuto la necessitá di prendere in considerazione l’idea di stare a casa dal lavoro per curare mio figlio: lavoro a mezz’ora da casa e la mia azienda ha dimostrato in piú di un’occasione di essere davvero flessibile nei confronti delle mie esigenze di mamma. Questo mi ha permesso di essere piú motivata nel mio lavoro e spinta a trovare delle soluzioni per garantire comunque che i miei compiti fossero portati a termine. Sembra fantascienza, ma per fortuna ogni tanto qualche sempio positivo nel mondo del lavoro c’é.

Ricapitolando, noi abbiamo utilizzato e continuiamo ad utilizzare nonni, tagesmutter e asilo (dal nido siamo ora passati alla scuola dell’infanzia), perché ognuna di queste soluzioni era per noi ideale in un determinate momento e per certe esigenze specifiche.

Se vi state chiedendo a chi lasciare il vostro bimbo, il mio consiglio é di informarvi a 360 gradi, incontrare le persone e valutare sulla base delle vostre esigenze. Ogni bambino é un mondo a sé: ci saranno momenti difficili in cui vi chiederete “Chi me l’ha fatto fare?” e momenti in cui resterete semplicemente stupite dalla capacitá di adattamento del vostro bambino. Pronte per iniziare quest’avventura? Se voi sarete serene, anche il vostro bimbo lo sará (sembra banale, ma é vero!).

Se vi va di raccontare la vostra storia (di nido, nonni, tagesmutter o altro), scrivetela nei commenti.

Se invece volete farvi quattro risate leggendo altre DisAvventure sulle nostre vacanzae con bambini, qui trovate il link.

Se qualcuno si sta chiedendo se la mia azienda esiste davvero, qui potete scoprire cosa faccio dal lunedí al venerdí.

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13 Comments

  1. Laura quanto ti capisco! Sono mamma di un cucciolino di 2 anni e sono rientrata a lavorare quando aveva solo 5 mesi. Ancora oggi vado avanti a sensi di colpa, chiedendomi ogni giorno se sto facendo la cosa giusta, se guardandomi indietro rifarei le stesse scelte per me, per lui, per noi. Davanti a una società che non aiuta, aziende maschiliste, complicazioni giornaliere … le crisi non mancano. Ma per fortuna che spesso riusciamo a viaggiare e allora passa tutto e queste piccole pause donano una serenità a lungo dosaggio! 😊

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    1. Credo che ci siano sensazioni o dubbi che solo certe mamme riescono a capire perché le hanno vissute. E sono convinta che l’importante sia trovare un proprio equilibrio viaggiando, camminando vicino a casa o anche solo poltrendo sul divano quando serve 😊

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  2. La soluzione della tagesmutter sembra davvero molto interessante. Avevo letto da qualche altra parte che all’estero è molto più diffusa che in Italia e funziona bene

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    1. Pensa che in Italia ci sono comuni e regioni virtuose che stanziano fondi per le famiglie per incoraggiare l’uso del servizio tagesmutter che affianca e completa quello delle strutture pubbliche. Secondo me per alcune esigenze specifiche (chi lavora su turni o ha un part time o preferisce il piccolo gruppo) e’ davvero una soluzione valida. Fermo restando che deve instaurarsi quel rapporto di fiducia con chiunque si debba prendere cura di un bambino.

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  3. La tagesmutter sta prendendo piede anche in Italia e credo che sia davvero una delle soluzioni migliori. Purtroppo il costo un po’ più elevato rispetto all’asilo non aiuta ma per chi ne ha la possibilità è davvero un’alternativa molto più che valida alla solita babysitter. Bei suggerimenti!

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  4. Laura, mi sciogli il cuore! Bellissimo leggere che ci sono aziende che lasciano ale madri la possibilità di esserlo e di continuare a lavorare Incentivano al miglioramento e al coinvolgimento di essa nel rapporto con il lavoro. Io purtroppo non ho questa fortuna e temo davvero molto cosa farò a breve. Asia ha 4 mesi e devo cercare lavoro ma già 4 volte mi han chiuso la porta in faccia! Ok…rileggero milioni di volte questo tuo post…magari diventerò una Tagersmutter???

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    1. Per un certo periodo ci ho pensato anch’io se diventare tagesmutter… poi ho scelto di continuare a fare il mio lavoro. Ma nella mia città fanno i corsi di formazione e so che alcune ragazze hanno iniziato a farlo come lavoro.

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  5. Io sono per il nido per la socializzazione e la condivisione. Ho tre figli, devo dire che quando ho lasciato il primo, il piu’ grande a 6 mesi e’ stato un trauma serio!!! Adesso con l’ultima piccolina diciamo che ho fatto il callo quindi il distacco e’ stato piu’ facile.
    Malattie?!? Tutte ci manca solo il colera e la peste… 😀 ma va bene cosi’ crescono sani e forti!

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  6. In Valle d’Aosta abbiamo la tata familiare e mia primogenita andava proprio dalla tata. Si è creato un rapporto bellissimo, abbiamo avuto una fortuna enorme a trovarla. Mia figlia oggi ha sette anni e frequenta la tata appena riesce per salutarla e per giocare con le sue figlie perché sono praticamente diventate amiche. Io sarò sempre per la tata familiare :).

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    1. Che bello che la regione incentivi questo servizio. Se fosse costato quanto il nido non avrei avuto esitazioni, anche per noi è stata un’esperienza bellissima e mio figlio d’estate va sempre da lei perché organizza tante attività all’aperto.

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