Valencia in pillole – For Kids

Negli ultimi anni Valencia è diventata molto popolare tra le destinazioni per una vacanza in famiglia, ed effettivamente offre numerose attrazioni che piaceranno ai piú piccoli, oltre ad essere una meta vicina e non troppo costosa. Partiamo con qualche annotazione da mamma, se dovessi organizzare ora una vacanza con bambini, e proseguiamo poi il nostro viaggio a Valencia alla scoperta del suo Centro Storico e dei suoi giardini.

Possiamo suddividere ed organizzare la nostra visita in 3 macrozone: La Città delle Arti e della Scienza, il Centro Storico e il mare.

La Città delle Arti e della Scienza offre talmente tante cosa de vedere che una giornata intera forse non basta nemmeno. Oceanografico, Museo della Scienza, Emisferico: Io trascorrerei qui il primo giorno in modo da non dover fare eccessivi spostamenti e visitare un’attrazione in piú sfruttando il biglietto Combo. Con occhio da mamma, credo che i grandi spazi, le fontane ed i giardini possano catturare l’attenzione dei piú piccoli anche nei momenti di meritata pausa tra un museo e l’altro.

Per il secondo giorno invece inizierei ad esplorare il centro storico, visitando il Mercado Central con i suoi mille colori e profumi, ed il Giardino Botanico, due attrazioni che affascineranno i piú piccoli, mentre limiterei i 207 gradini del Miguelete per i neonati che stanno in un marsupio o i bimbi piú grandicelli. Al pomeriggio un giro al mare renderà tutti felici.

Valencia è una città perfetta da girare in bicicletta: verificate la possibilità di noleggiare delle biciclette con seggiolino in modo da poterla esplorare in lungo e in largo e scoprire i suoi giardini. Da non perdere il Parco Gulliver lungo i Giardini del Turia, un immenso parco giochi, o in alternativa il Bioparc, un giardino zoologico che appassionerà piccoli e grandi.

Qualche informazione sul nostro viaggio a Valencia e le prime impressioni sulla città la trovate nella prima parte del nostro racconto qui.

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Torniamo al racconto del nostro viaggio a Valencia, che non offre solo l’architettura moderna della Città delle Arti e della Scienza ma anche un bellissimo Centro Storico e tanti piccoli gioielli di architettura liberty.

Il sole illumina il lunedì e, memori dell’esperienza del giorno prima, ci dirigiamo verso il centro per fare colazione.

3 – R come Recensione: ormai è possibile trovare opinioni e giudizi su qualunque esercizio commerciale, esperienza o affini; ricordate semplicemente che quello che è piaciuto ad altri – soprattutto se stranieri- non necessariamente piacerà anche a voi. I gusti in fatto di cibo sono estremamente personali ed influenzati da cultura ed abitudini: questa è una lezione che ho imparato a mie spese in questi giorni valenciani. Ci infiliamo nella pasticceria Horcateria Santa Catalina e ci troviamo in un salone elegante di inizio novecento, irrimediabilmente vuoto. Il bancone offre solo croissant vuoti, che farciamo da soli con un vasetto di marmellata servito a parte. Vista la stagione e l’ora evitiamo la cioccolata calda e l’orzata, le vere specialità della casa e ripieghiamo su una spremuta d’arancia ed un cappuccino da dimenticare. Capitolo recensioni chiuso, d’ora in poi andiamo a caccia da soli dei posti dove mangiare.

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Per due euro ci inerpichiamo lungo i 207 gradini che conducono alla sommità del Miguelete, la torre della cattedrale, ed osserviamo Valencia dall’alto. Girovaghiamo per il centro, stupendoci del fatto che le macchine abbiano accesso persino alla Plaza della Virgen, raggiungiamo le Torres de Serranos, porta di accesso alla città dai tempi del Medioevo e proseguiamo la nostra visita al Mercado Central, un trionfo di eleganza in ferro e vetrate colorate in puro stile modernista. Il mercato pullula di vita ed è bello immergersi nei colori della frutta, negli odori delle spezie, nelle forme dei prosciutti ed assaggiare l’orzata.

A pochi passi dal mercato si trova la Lonja de la Seda, edificio che gode il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: sempre per due euro si possono visitare il giardino, il salone delle colonne dove venivano stipulati i contratti e la sala del consolato del mare. A mezzogiorno è ancora presto per cercare un posto dove pranzare e quindi decidiamo di oltrepassare le Torres de Quart, che delimitano l’accesso al centro ad ovest per raggiungere il giardino botanico. Anche qui il biglietto d’ingresso costa due euro e ci troviamo immersi in un paradiso verde tra cactus, aloe, banani e piante provenienti dai quattro angoli del globo. Studiamo incuriositi i cartellini che contraddistinguono le piante e ci riposiamo dalla calura su una panchina all’ombra finchè il nostro stomaco non decreta che è ora di rifocillarsi. Molti locali offrono menù per il pranzo, basta uscire dalle vie più turistiche e troverete il posto adatto a voi: noi scegliamo un ristorantino con tre tavoli affacciati in strada e con 9 euro mangiamo prosciutto e melone, baccalà al forno e un dolce.

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La nostra esplorazione nella Valencia storica prosegue alla Estacion del Norte, la stazione dei treni inaugurata nel 1917 che ancora presenta splendidi mosaici e vetrate decorate, alla Plaza de Toros teatro delle corride, e al Mercado de Colon, un arioso edificio ispirato nei colori e nelle forme a Gaudì. Peccato che a parte qualche caffè e bar sia tutto vuoto: un’altra bellissima cattedrale nel deserto.

Inauguriamo la serata con un giro di tapas in una Cerveceria 100 Montaditos dietro il nostro albergo, ci incamminiamo verso la Città della Scienza per vederla illuminata di notte ma quando raggiungiamo i Giardini del Turia non vediamo nulla. Proseguiamo e con nostra grande delusione scopriamo che l’illuminazione non è accesa, i costi di gestione saranno troppo alti? O forse si sono semplicemente dimenticati di accendere l’illuminazione? Abbastanza abbacchiati torniamo sui nostri passi e notiamo che i locali pieni di gente all’ora dell’aperitivo si vanno vuotando e troviamo facilmente posto da Adriani dove mangiamo un’ottima grigliata di pesce e un dolce a 14 euro. Della movida valenciana non troviamo traccia, forse perchè gli studenti universitari sono ancora tutti in vacanza…

La terza e ultima mattina a Valencia inizia con la preparazione delle valigie ed il ritiro della bici a noleggio direttamente in albergo, soluzione più economica e più pratica dei servizi di noleggio ufficiali, per mezza giornata spendiamo 8 euro a testa. Stavolta facciamo colazione in un caffè con una vetrina decisamente invitante che affaccia su Plaza de la Reina e soddisfatti ci rimettiamo in sella per la nostra esplorazione dei Jardin del Turia. Percorriamo tutta la pista ciclabile nel parco, superiamo lo zoo ed un lago con delle improbabili imbarcazioni a forma di cigno, finchè giungiamo alla fine del percorso ufficiale e non ci resta che girare le bici e tornare indietro. Valencia pullula di parchi e giardini e facciamo una sosta ai Giardini Reali, prima di proseguire fino alla Città della Scienza ad ammirare per un’ultima volta le strutture ardite che si stagliano bianche contro l’azzurro del cielo e degli specchi d’acqua. Da aggiungere al capitolo contraddizioni: l’Agora, un edificio blu maestoso e deserto, viene utilizzato in rare occasioni, come le premiazioni degli Open di tennis, una volta all’anno per intenderci. Oppure l’Umbracle avveniristica galleria pedonale costruito sopra un parcheggio coperto che costeggia parte della Città della Scienza. Idea suggestiva, se il percorso fosse interamente accessibile – e non chiuso perchè di proprietà di un locale esclusivo, anch’esso chiuso – e se i rampicanti, che dovevano ricoprire la struttura creando appunto una percorso all’ombra, fossero vivi e vegeti.

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Ci rimettiamo in sella e ci dirigiamo verso Xativa, alla stazione dei Treni, visto che avevamo addocchiato una via pedonale con diversi bar e ristoranti, e scopriamo di essere nel cuore dello shopping valenciano. Leghiamo le biciclette e ci avventuriamo a piedi alla scoperta di questa zona: oltre ai negozi dei principali marchi internazionali, filiali del Corte Ingles sbucano ad ogni angolo. Per il pranzo non c’è che l’imbarazzo della scelta, la zona è un reticolo di vie pedonali invase dai tavolini dei ristoranti che offrono menù di tre portate a circa 10 euro (tenete d’occhio l’orologio perchè certi menù sono validi solo dopo le 13.30). Scegliamo il locale che ci sembra sufficientemente tipico ma non turistico e, nell’attesa che arrivino le fatidiche 13.30, assaggiamo un paio di tapas. Proseguiamo con paella alla valenciana, un secondo a scelta e un dolce. Un pasto normale, senza particolari menzioni d’onore o disonore. Bighelloniamo ancora per un po’, torniamo in albergo per consegnare le biciclette, ritirare i nostri bagagli e dirigerci all’aeroporto in metropolitana. I controlli di sicurezza sono rapidi e non dovendo imbarcare il bagaglio abbiamo tempo per esplorare l’aeroporto e chiederci l’utilità di 65 gates d’imbarco e chilometri di corridoi costellati di negozi chiusi.

Ripenso alla Spagna, al sole, al buon cibo, alla movida, all’arte e stendo mentalmente una breve lista:

– sole, a bizzeffe, mi sono abbronzata persino io irrimediabile mozzarella;

– cibo, niente male, ed in generale a prezzi contenuti;

– movida, non pervenuta;

– arte, Valencia è un compendio di storia dell’architettura dalle torri mediovali ai mercati liberty, dalla cattedrale barocca alla contemporaneità dei progetti di Calatrava.

Nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni, Valencia assomiglia incredibilmente  a certi angoli nostrani di profondo Sud.

Se invece avete in programma un viaggio a Barcellona, ecco il racconto della nostra prima vacanza da genitori senza pargolo al seguito.

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5 Comments

  1. Ho vissuto a Valencia e mi è rimasta nel cuore. Piccola, comoda con tutto ciò che serve e tesori nascosti. Il tuo racconto mi ha riportata indietro con il tempo a rivivere emozioni bellissime. Confermo che per la città dell’Arte e della Scienza non ci siano bar per fare colazione, se non il barettino sempre aperto sotto il museo della scienza. Eh gli spagnoli hanno i loro ritmi (stupendi) 😉

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