Viaggiare con i bambini – DisAvventure formato famiglia

Questo post serve a tranquillizzare le mamme come me sul fatto che viaggiare con i bambini non é sempre come ce lo immaginiamo, o come lo vediamo sui quei meravigliosi blog di famiglie sorridenti sempre con la valigia pronta verso destinazioni esotiche.

Se avete un piccolo Attila in famiglia, lo avete giá sperimentato nella vita di tutti i giorni, semplicemente le cose non sono piú come prima. Se poi é  in quella fase in cui deve affermare la sua personalitá – che  é  chiarissimo quando inizia ma non oltrettanto quando finisce – vi dará del filo da torcere. Ma cerchiamo di vedere comunque il bicchiere mezzo pieno, e quindi ecco una prima lista di ció che era e ció che é diventato. Alla fine mi direte se é davvero poi cosí male 😉

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  • Dimenticate i risvegli lenti, le colazioni con calma, il dover puntare la sveglia. Il nostro piccolo Attila ci tira giú dal letto intorno alle 6 – 6.30 (e ci va giá alla grande considerati i primi due anni e mezzo in cui le notti erano diventate troppo brevi e dense di risvegli). L’indiscutibile vantaggio é che riuscirete a partire presto arrivando per primi al parco giochi o alla meta della gita di quel giorno.
  • Dimenticate di avere il tempo di guardare la vetrina di un negozio o scattare una foto cercando l’inquadratura giusta. Attila sta giá compiendo qualche gesto sconsiderato o ha giá iniziato a protestare in maniera pittoresca per la pausa. L’indiscutibile vantaggio é che riuscirete a scoprire angoli sconosciuti di una cittá cercando un parco giochi ed avrete una collezione di foto con protagonista il vostro terremoto con sfondi da cartolina. E non preoccupatevi se le foto sono mosse, lui é di spalle o sta mangiando. Quelli sono gli unici momenti in cui stanno fermi oltre a quando guardano i cartoni.
  • Dimenticate di poter mangiare dall’antipasto al dolce in quel localino tanto romantico. Anche se girate con un kit di sopravvivenza con viveri per una truppa, Attila vi fará capire che é ora di mangiare qualcosa di serio e vi troverete a chiedere ai camerieri se sono giá aperti. L’indiscutibile vantaggio é che proverete quel chioschetto perché é sempre aperto, oppure sarete I primi ad ordinare mangiare pagare il conto.20160313_093943

Con un po’ di sana ed indispensabile capacitá di adattamento, scoprirete che viaggiare con i bambini é possibile e vi permetterá di vedere il mondo da una prospettiva in miniatura. In questi tre anni noi ne abbiamo viste delle belle: durante la nostra prima vacanza in un fichissimo family hotel in Trentino, Attila si é ammalato, eravamo nel bel mezzo del ponte del 2 giugno e la prima farmacia di turno era a km e km di distanza. Check out anticipato, vacanza pagata per intero e ciao. Lo stesso anno, il terremoto non aveva ancora dodici mesi, ci siamo regalati due weekend in collina in due agriturismi super accoglienti e family friendly: se cercate una meta fuori dalle rotte turistiche vi consiglio caldamente di esplorare Bobbio e la Val Trebbia, nota anche come la Valle delle Favole.

La seconda estate siamo andati una settimana al mare a Caorle (qui trovate una miniguida per organizzare la vostra vacanza al mare), noi che il mare lo apprezziamo uno massimo due giorni – vuoi non portare un bambino al mare che fa tanto bene? Ed infatti tornati a casa si é ammalato subito. – La nostra prenotazione é andata in overbooking e dopo lunghe insistenze ci é stato proposto un appartamento in un complesso modernissimo e pseudo eco sostenibile ad un prezzo super scontato.

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Ma visto che il mare non fa per noi, quest’anno su mia insistenza, abbiamo varcato i confini nazionali direzione Slovenia. I tre giorni a Lubiana sono stati da favola: la cittá é a misura di famiglia con tanti spazi per i bambini (qui troverate il primo post sulla nostra vacanza oltreconfine), mentre la zona di Bled e Bohinj per noi é stata una delusione. Indubbiamente aver scelto un appartamento in un agriturismo in mezzo al niente non ha giocato a nostro favore. Alla fine l’aver accorciato le vacanze di luglio mi ha permesso di ripartire in agosto e tornare a Lipsia, una città che amo moltissimo e da cui mancavo da troppo tempo. Perche’ viaggiare con i bambini e’ bello, ma prendersi qualche spazio per se’ a volte serve a permetterci di ricaricare le pile e cercare di essere genitori migliori.

Tutto questo per dire che gli incidenti di percorso possono capitare, che a volte non occorre fare migliaia di chilometri per stare bene insieme, ma soprattutto che vale sempre la pena cercare di seguire le proprie passioni per trasmetterle a quei piccoli terremoti che ci hanno stravolto la vita, rendendola migliore.

 

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17 Comments

  1. Mi piace il tono del tuo articolo. Nessuna storia da rivista patinata, ma tanta vita reale fatta di alti e bassi, di positività e di negatività comunque vissute con il sorriso. Apprezzo anche che tu sia in grado di ritagliarti dei viaggi (e quindi del tempo) per te, consapevole che non farà altro che arricchire il tuo rapporto con questa piccola peste. 😉

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    1. Grazie mille Raf! Ritagliarsi del tempo per se’ credo che sia fondamentale in ogni fase della vita, ancora di piu’ quando diventiamo genitori e nella vita di tutti i giorni siamo presi da mille attivita’.

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  2. La cosa da imparare subito subito, senza farsi prendere anzitempo da nevrastenia e gastrite è L’Imprevisto. Anche noi settimana bianca e maestro pagato, la mia undicenne si ammala al secondo giorno. Va beh, inutile dire qualsiasi cosa dai doveva andare così. Il viaggio a Lipsia mi intriga!

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